Cobra non è, videointerviste a Gianluca Di Gennaro e Denise Capezza

Due uomini con una preziosa valigetta, ovvero un rapper in declino di nome Cobra (Gianluca Di Gennaro) e il suo manager Sonny (Federico Rosati), un sadico che si fa chiamare l’Americano (Nicola Nocella) che potrebbe dar loro i soldi che gli servono, una ex di nome Angela o Angelà (Denise Capezza) che torna dopo anni più bella e più tosta che mai, una banda criminale di rumeni, fughe rocambolesche, sparatorie, night club, e tutto in una sola notte. Ecco in supersintesi Cobra non è, una crime comedy un po’ noir, un po’ pulp, e molto altro difficile a definirsi, opera prima di Mauro Russo, giovane regista salentino che arriva dal mondo dei videoclip, on demand su Prime Video da giovedì 30 aprile con 102 Distribution. E ci possiamo anche aggiungere una scena di tortura firmata dal maestro Ruggero Deodato, regista cult di Cannibal Holocaust, Inferno in diretta, Ultimo mondo cannibale, che torna alla macchina da presa proprio per l’occasione di rendere omaggio al cinema di genere italiano degli anni Settanta e Ottanta, quello amato anche da Quentin Tarantino; e qualche cameo dal mondo della musica che non t’aspetti, da Clementino a Elisa e Max Pezzali, da Tonino Carotone e Enzuccio.

Abbiamo videointervistato via Skype il protagonista Gianluca di Gennaro (Come un delfino, Gomorra 2 La serie, Rosy Abate, Lo chiamavano Jeeg Robot, Zeta, Capri Revolution e tanto altro ancora), figlio, anzi, nipote d’arte, che si sta godendo, si fa per dire, la quarantena a casa con il figlio Gabriele di 8 anni e con tanto ottimismo, e che ci descrive Cobra come “un rapper con alti e bassi” e Cobra non è un film assolutamente “non collocabile” se non come “un insieme di tante cose, un esperimento e un qualcosa di poco visto soprattutto in Italia”. Ci parla Gianluca di Gennaro anche della street poetry, che nel film sostituisce più o meno il pensiero di Cobra, di come si sente orgoglioso del fatto che gran parte della sua carriera fino ad oggi è stata dedicata a film che in qualche modo denunciavano i problemi della sua amata Napoli, ma anche della voglia, legittima, di cambiare un po’ direzione. Cobra non è va certo in questa direzione così come altri progetti di cui ci anticipa nella nostra videointervista, come Tigers di Ronnie Sandahl che ha appena finito di girare, ma anche di una storia molto bella all’insegna della solidarietà che vorrebbe fare sua. Senza dimenticare la nuova stagione de I Bastardi di Pizzofalcone di cui sarà protagonista di una puntata. 

Abbiamo videointervistato, sempre via Skype, anche Denise Capezza (Don Matteo, Gomorra La serie, Baby), anche lei che cerca di tenersi impegnata al meglio in questi giorni che ci costringono in casa e dei quali forse approfitterà per imparare a suonare la chitarra, e che ci spiega subito come la storia di Cobra non è sia molto fumettistica e quindi anche i personaggi siano resi appositamente, anche nella recitazione, un po’ sopra le righe. Non fa eccezione la sua Angelà che Denise Capezza definisce “un po’ un gatto”, una donna molto forte che vive in un mondo di uomini, furba e misteriosa, alla resa dei conti con il suo ex, ma che a differenza di Cobra è rimasta nel mondo della criminalità. Poi anche con lei parliamo di altro, della sua carriera esplosa in Turchia, del suo modo di recitare approfondendo sempre la storia dei suoi personaggi anche quando nel copione non c’è, di come la ritroveremo in Baby 3 sempre nel ruolo di Natalia, e del suo desiderio ancora non esaudito di interpretare, per una volta, la ragazza della porta accanto. Ecco le nostre videointerviste a Gianluca di Gennaro e Denise Capezza: