Attenti al gorilla, commedia surreale animalista e sull’accoglienza, videointerviste

Vivere con un gorilla ha i suoi vantaggi. Certo, devi adattare un po’ la casa, portarci dentro un albero ad esempio, renderla un po’ “jungla”, e di tanto in tanto organizzare balletti a tema in costume per tenergli su il morale e non farlo cadere nella malinconia del mal d’Africa, ma si può fare. Lorenzo per esempio ce la fa, anche se le sue intenzioni iniziali erano un po’ diverse, tipo fare causa allo zoo della sua città per le condizioni in cui viene tenuto il gorilla e rimandarlo in Africa, riconquistando un po’ di prestigio e credibilità nella sua professione visto che è un avvocato fallito, ma soprattutto la stima della sua famiglia, di sua moglie Emma in primis che sta per sposarsi con un altro uomo, e dei suoi tre figli. Luca Miniero dirige Attenti al gorilla in sala da giovedì 10 gennaio, un’altra commedia surreale dopo averci sorpreso e divertito l’anno scorso con Sono tornato in cui raccontava il ritorno, appunto, di Mussolini, e scegliendo ancora una volta come protagonista Frank Matano, da domani anche su TV8 ancora come giudice di Italia’s Got Talent: è lui infatti ad interpretare Lorenzo che alla fine si affeziona così tanto a Peppino – questo il nome che al gorilla hanno dato le sue gemelline Rosa e Sara che sì, effettivamente somigliano a quelle di Shining come gli fa notare l’amico strano Jimmy – da rischiare la vita per salvarlo dal cattivo di turno, un tipo losco di nome Gus interpretato da un credibilissimo Massimo De Lorenzo, che traffica in animali esotici di cui, bisogna tuttavia dargliene atto, conosce tutti i versi. Emma è invece una sorprendente Cristiana Capotondi che scopriamo molto a suo agio nella commedia brillante, il suo aspirante marito Alfonso è Francesco Scianna, anche lui nuovo alla commedia cinematografica pur reduce dal sussessone televisivo de La mafia uccide solo d’estate, mentre l’amico Jimmy non poteva che essere Lillo Petrolo. A reggere tutto il film c’è inoltre una sempre esuberante e un po’ svampita Diana Del Bufalo, grande assente della nuova stagione di Che Dio ci aiuti che inizia proprio stasera, qui titolare di un negozio di parrucchiere segretamente innamorata di Lorenzo che ha un ruolo fondamentale nella storia e anche nel lieto fine, tanto lo sapevate che finiva bene, no? Attenti al gorilla è un film animalista con stoccatine sul tema dei migranti e dell’accoglienza, divertente ma con sfumature di profonda riflessione: farà bene ai bambini perchè, oltre a divertirli e stupirli, potrebbe anche contribuire a far capire loro che sì, anche gli animali hanno un’anima e maltrattarli fa male a noi quanto a loro, e che non solo perchè qualcuno è diverso da noi, magari perchè così ci dicono e ci ripetono, è per forza pericoloso. E farà bene anche agli adulti, per gli stessi identici motivi di cui sopra. Morale della favola, ispirata però a una storia vera: i gorilla – ma in generale gli animali – sono persone non umane, nel senso che hanno dei sentimenti, soffrono e gioiscono come noi, e soprattutto possono aiutarci a rimetterci in sesto e a recuperare il senso di famiglia. Soprattutto se pensano con la voce di Claudio Bisio, si chiedono come mai gli umani vogliono per forza rimandare in Africa chi non vuole andarci e non ci vogliono mandare chi invece vorrebbe tanto tornarci, invocano come loro diritto lo Ius soli e sono convinti che non è l’uomo a discendere dalla scimmia ma la scimmia a discendere dall’uomo. Le nostre videointerviste a Frank Matano, Luca Miniero, Cristiana Capotondi, Diana del Bufalo, Francesco Scianna e Lillo Petrolo: