Giorgio Ambrosoli, videointerviste a Alessio Boni, Claudio Castrogiovanni e Dajana Roncione

La storia di Giorgio Ambrosoli torna ad essere raccontata in TV a quarant’anni dal suo assassinio compiuto l’11 luglio 1979, e dopo aver avuto il volto di Fabrizio Bentivoglio nel film del 1995 Un eroe borghese di Michele Placido tratto dal libro omonimo di Corrado Stajano, e solo 5 anni fa quello di Pierfrancesco Favino nella miniserie di Rai 1 Qualunque cosa succeda diretta da Alberto Negrin, stavolta tocca ad Alessio Boni, volto Rai del momento, ridar vita al commissario liquidatore della Banca Privata Italiana di Michele Sindona in Giorgio Ambrosoli Il Prezzo del coraggio diretto da Alessandro Celli, in onda mercoledì 18 dicembre in prima serata sempre su Rai1, docufiction firmata Stand by me in collaborazione con Rai Fiction in cui troviamo anche Dajana Roncione (Baaria, La mafia uccide solo d’estate, Io sono Mia) nel ruolo della moglie Annalori Ambrosoli, Fabrizio Ferracane che è Michele Sindona e Claudio Castrogiovanni (Il capo dei capi, Squadra Antimafia, La mafia uccide solo d’estate, Il silenzio dell’acqua) che interpreta il maresciallo della Guardia di Finanza Silvio Novembre, scomparso il 28 settembre scorso, e che è anche, sempre in quel ruolo, voce narrante del racconto.

Un racconto che, com’è stato per Storia di Nilde, si avvale sì della ricostruzione in fiction ma anche di materiali di repertorio e documenti inediti, incluse le agende private di Ambrosoli custodite nell’Ufficio Corpi di Reato del Tribunale di Milano e gli atti relativi alla Banca Privata Italiana e alla sua liquidazione resi pubblici solo nel 2016, dopo il deposito presso l’archivio della Camera di Commercio del capoluogo lombardo. Non mancano neanche le testimonianze, anche queste per lo più inedite, come quelle degli amici di famiglia, dei suoi collaboratori, dei magistrati Gherardo Colombo e Giuliano Turone incaricati dei processi a carico di Sindona, di Corrado Stajano, di giornalisti, della stessa vedova Ambrosoli e del figlio Umberto che dopo aver ispirato la miniserie del ‘95 con il suo libro omonimo, ha collaborato anche alla realizzazione di questo lavoro. Lavoro che si rivolge soprattutto ai giovani cui vuole trasmettere parole e concetti come responsabilità e legalità, valori di cui Giorgio Ambrosoli fondò tutta la sua vita e in paricolare gli ultimi difficili cinque anni, e ai quali vuole farlo conoscere come uomo “normale” dedito alla famiglia, cioè a sua moglie e ai suoi tre figli,  e al tempo stesso “eroico”, forte cioè delle sue convinzioni tanto da sfidare poteri oscuri e letali.

Un racconto che snocciola dunque negli anni che vanno dall’ottobre del 1974, quando a Giorgio Ambrosoli fu offerto dal governatore della Banca d’Italia Guido Carli l’ultimo incarico della sua vita, all’11 luglio 1979, giorno in cui proprio a causa di quell’incarico e del suo svolgerlo in modo onesto, disturbando e denunciando un sistema politico finanziario corrotto, fu ucciso per ordine dello stesso Sindona. Emergono nel corso del racconto la sua coerenza, la sua incorruttibilità, la sua forza, così come il coraggio e lo spirito di sacrificio di Annalori Ambrosoli che mai smise di sostenere il marito nella grande e pericolosa impresa, a lei Ambrosoli aveva indirizzato la famosa e commovente lettera in cui le scrisse di confidare in lei e nel suo senso del dovere “costi quel che costi”. “Per restituire al meglio la complessità della figura di Giorgio Ambrosoli e della vicenda di cui è stato protagonista, siamo partiti dall’esigenza di trovare un equilibrio fra il racconto emotivo dell’uomo e quello del contesto storico-politico, così come degli aspetti tecnici della vicenda finanziaria – spiega il regista – Ha contribuito a questo obiettivo anche il punto di vista inedito del maresciallo della Guardia di Finanza Silvio Novembre, collaboratore e poi amico del commissario liquidatore, che conosceva bene entrambi gli aspetti della storia. Questo   approccio ha permesso di avere una visione più ampia della figura di Ambrosoli: come persona dedita al lavoro, alla famiglia, all’adorata moglie, figura portante in questo racconto, sicuramente più corale, della storia dell’uomo e dell’eroe civile“. Le nostre videointerviste a Alessio Boni, Claudio Castrogiovanni e Dajana Roncione: