David di Donatello: stravince Lo chiamavano Jeeg Robot ma il miglior film è Perfetti Sconosciuti

È Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese il miglior film del 2016 premiato come tale alla sessantesima edizione dei David di Donatello, racconto di una cena tra amici dove un apparentemente innocuo gioco con i telefoni cellulari rade a zero amicizie e intese di coppia. Premiati anche gli sceneggiatori Filippo Bologna, Paolo Costella, Paola Mammini, Rolando Ravello oltre allo stesso Genovese che ha voluto sul palco tutti i protagonisti: Kasia Smutniak, Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Anna Foglietta, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo e Alba Rohrwacher “Questo è un film sui segreti e sulle bugie – ha detto Genovese nel suo breve discorso – per cui questo David lo voglio dedicare alla verità per Giulio Regeni”.

Ma a fare incetta di statuette è stato Lo chiamavano Jeeg Robot: miglior attore e miglior attrice protagonisti Claudio Santamaria e l’esordiente Ilenia Pastorelli, e se l’attore romano ha dedicato il premio alla sua agente scomparsa Graziella Bonacchi, l’ex gieffina ha ringraziato il regista Gabriele Mainetti per averle fatto scoprire “arte e passione”, regista premiato anche come miglior regista esordiente e miglior produttore. Dal cast di Jeeg Robot anche il miglior attore e la migliore attrice non protagonisti che sono Luca Marinelli, lo zingaro, e Antonia Truppo, la camorrista Nunzia; David pure al miglior montatore Andrea Maguolo con la collaborazione di Federico Conforti. Si è ben difeso anche Il Racconti dei Racconti: a Matteo Garrone il David di Donatello come miglior regista; il film in stile fantasy  ispirato alle favole di Basile porta a casa anche i David per la miglior fotografia di Peter Suschitzky, la miglior scenografia di Dimitri Capuani e Alessia Anfuso, i migliori costumi di Massimo Cantini Parrini, il miglior trucco di Gino Tamagnini che ha dedicato il suo premio a Ettore Scola, le migliori acconciature di Francesco Pegoretti, i migliori effetti digitali di Game Therapy EDI – Effetti Digitali Italiani.

La miglior canzone è SIMPLE SONG #3 scritta da David Lang e cantata da Sumi Jo in Youth – La giovinezza di Paolo Sorrentino che vince anche il David per la miglior colonna sonora, sempre di David Lang. Il premio come migliore fonico di presa diretta va ad Angelo Bonanni per Non essere cattivo che lo ha dedicato al regista scomparso Claudio Caligari, ed è l’unico David per il film postumo del regista piemontese, un vero peccato. Il miglior documentario è S is for Stanley di Alex Infascelli, il miglior film dell’Unione Europea Il figlio di Saul di Laszlo Nemes, il miglior film straniero Il ponte delle spie di Steven Spielberg, il miglior cortometraggio Bellissima di Alessandro Capitani. Il David Giovani va a La corrispondenza di Giuseppe Tornatore. La cerimonia, per la prima volta in diretta sulle reti Sky e presentata a Alessandro Cattelan, è stata preceduta da un red carpet sul quale hanno sfilato tutti i candidati e ognuno aveva sull’abito un adesivo con scritto “verità per Giulio Regeni”.