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La corrispondenza, il nuovo film di Giuseppe Tornatore: videointervista al regista e a Jeremy Irons

Possono due persone restare in contatto, in simbiosi si potrebbe quasi dire, nonostante una delle due in qualche modo scompaia? La tecnologia non è tutto, ma certo aiuta. Magari però meglio organizzarsi prima. Prima di cosa? Questo non possiamo ancora svelarlo perché stiamo parlando de La corrispondenza, il nuovo film di Giuseppe Tornatore con Jeremy Irons e Olga Kurylenko, prodotto da Paco Cinematografica con Rai Cinema e da giovedì 14 gennaio in 400 sale grazie a 01 Distribuzione. Ideato, scritto e diretto dal regista siciliano, racconta una storia che ha quasi del fantastico ma in realtà potrebbe accadere a chiunque, anche se qualcuno potrebbe prenderla bene, qualcun altro un po’ meno. A creare l’atmosfera tra il romantico e il misterioso contribuisce non poco la musica del maestro Ennio Morricone fresco fresco di Golden Globe per The Hateful Eight di Quentin Tarantino al quale arrivano altrettanto freschi i complimenti di Tornatore: “l’ho saputo stamattina prestissimo tramite un sms – racconta – e ho chiamato Ennio che so essere una persona molta mattiniera, gli ho fatto le mie congratulazioni, lui era molto contento, avevo seguito questo storico corteggiamento di Tarantino nei confronti di Morricone che per ragioni varie ha dovuto sempre dirgli di no e anche stavolta stava per rifiutare proprio perché impegnato con il mio film, sono stato io a convincerlo e ha fatto un lavoro bellissimo. Sono molto contento per lui – conclude – e poi dà energia l’idea che un uomo di 87 anni faccia ancora tutte queste cose…”

Tornando a La corrispondenza e ai suoi protagonisti, lei è bellissima, si chiama Amy e fa la stuntwoman per cinema e TV, più le azioni che le propongono sono pericolose, più è contenta, come se dovesse espiare un’antica colpa e come se mettere continuamente a rischio la propria vita la aiutasse a sopportare meglio un radicato senso di colpa. Amy studia astrofisica e da sei anni ha una relazione molto intensa con un affascinante professore della stessa materia molto più grande di lei, sposato e con due figli. Detta così sembrerebbe la solita storia, invece no e questo ve lo assicuriamo. Forse i dialoghi sono un po’ smielati, però quando ci sono di mezzo le stelle, seppur quelle spente che comunque continuiamo a vedere… Una storia che “come mia consuetudine nasce da uno spunto di una quindicina di anni fa – racconta Tornatore – e originariamente aveva una figura maschile e più figure femminili. Solo che all’epoca mi sembrava una storia di fantascienza e questo aspetto non mi pareva corretto per il senso della storia stessa. È stata l’evoluzione tecnologica a far poi diventare piano piano un’intuizione fantascientifica qualcosa di assolutamente realistico, così ci ho rimesso mano, ho puntato su una sola figura femminile e la storia ha maturato da sé”. Da qui siamo partiti per la nostra doppia videointervista a Giuseppe Tornatore e a Jeremy Irons:

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