Pets 2 – Vita da animali, videointerviste a Alessandro Cattelan, Francesco Mandelli e Lillo

Chi non ha un cane, un gatto, un coniglio, o qualsiasi altro animale in famiglia difficilmente potrà crederci, ma siamo sicuri che quando chiudiamo la porta per andare al lavoro o a scuola o a fare la spesa, ne combinino di ogni, parlando e complottando tra loro, con quello del piano di sopra o con il loro vicino di casa e di quartiere, vivendo avventure fantastiche e formative. Ma noi non lo sapremo mai perché sono bravissimi a farsi ritrovare esattamente dov’erano senza lasciare alcuna traccia della loro “vita segreta”. Torna però il film d’animazione che svela tutto questo: Pets 2 – Vita da animali, secondo capitolo dell’esilarante, ironica e irriverente saga targata Illumination a raccontare di Max, terrier saggio e premuroso, a volte anche troppo, Duke, meticcione peloso sempre felice di esserlo, Gidget, la bianca volpina glamour, Nevosetto, il coniglietto dalla doppia personalità, Chloe, la gatta sorniona, saggia e un po’ cinica, e di molti altri pelosi così simpatrici, altruisti, generosi e coraggiosi dai quali noi umani avremmo davvero molto da imparare.

Ad impreziosire Pets 2Vita da animali uno spettacolare doppiaggio che nella versione originale vede, anzi sente, le voci di Patton Oswalt per Max, di Eric Stonestreet per Duke e di Kevin Hart per Nevosetto, oltre a quella di Lake Bell per Chloe, di Jenny Slate per Gidget e niente meno che l’inconfondibile e profonda voce di Harrison Ford per Rooster, il cane della fattoria che diventerà amico e mentore di Max. Mentre nella versione italiana, oltre alla voce di Laura Chiatti per Gidget, a prestare le corde vociali a Max, Nevosetto e Duke sono ancora Alessandro Cattelan, fresco del Diversity Media Award, Francesco Mandelli e Lillo, che il 7 luglio riceverà il Pegaso d’Oro per School of Rock, che abbiamo incontrato alla premiere romana di Pet 2: “il primo capitolo di Pets era più concentrato ad aiutare i bambini, questo secondo più i genitori perché Max di prende cura del bimbo nato nella sua famiglia – ci racconta Alessandro Cattelan nella nostra videointervista – e l’idea di immaginarsi la vita segreta degli animali quando noi siamo fuori di casa è geniale e poi la psicologia che c’è dietro è molto interessante”. “Nevosetto vive questa dicotomia tra il suo aspetto tenero e carino e il fatto che purtroppo è psicopatico, nel senso buono del termine, e questo suo essere angelico e matto crea un effetto comico meraviglioso – ci rivela Francesco Mandelli nella nostra videointervista – io ho dovuto solo cercare solo di rendere giustizia al personaggio e alla voce originale di  Kevin Hart”. “Duke è un positivo, un bonaccione, un entusiasta della vita e di essere cane ed è felice di essere quello che è, un aspetto che mi riguarda e che mi piace tantissimo – ci dice Lillo nella nostra videointervista – in questa serie hanno lavorato su come sono realmente fatti gli animali giocando sulle loro manie e nevrosi, la cosa bella è che tu guardi una scena del film e dici ‘è vero il mio cane fa così, il mio gatto fa così…

La storia di Pets 2 – Vita da animali comincia dunque dalla nascita del bebè di casa: si chiama Liam e a Max ci vorrà un po’ per diventare il suo migliore amico e allora inizierà a proteggerlo da tutto e tutti sfiorando la paranoia e facendosi venire crisi d’ansia che, si sa, i cani somatizzano grattandosi e grattandosi… Poi però conoscerà Rooster che gli farà da mentore e ci sarà pure da salvare un agnellino in pericolo. Max non sarà però il solo a vivere nuove avventure, anche i suoi amici si lanceranno a capofitto nell’audace ed eroico tentativo di salvare un cucciolo di tigre catturato dal proprietario brutto e cattivo di un circo, in prima linea Gidget che si sottoporrà persino a lezioni feline, e Nevosetto che alla fine ne uscirà trasformato, ed è proprio il caso di dirlo. Non vogliamo però svelarvi altro… Ecco allora le nostre videointerviste ad Alessandro Cattelan, Francesco Mandelli e Lillo, e ai presenti alla premiere romana: Anna Falchi, Alessandro Sperduti, Miguel Gobbo Diaz e Roberto Ciufoli: