Nour: al cinema il medico di Lampedusa con Sergio Castellitto (video)

Nour è una ragazzina siriana dai lunghi capelli scuri e lo sguardo triste e imbronciato. Arrivata a Lampedusa su un barcone, continua a voler tornare in Libia dove l’hanno fatta salire su una barca separandola da sua madre. Cade fortunatamente in buone mani, quelle di Pietro Bartolo, il medico dell’isola che i migranti li ha a cuore, così a cuore che vorrebbe salvarli tutti e quasi si colpevolezza per non riuscire a farlo. Ed è lui stesso a raccontare la storia di Nour e di molti altri esseri umani disperati in un libro intitolato Lacrime di sale. Lui, quello vero, il medico di Lampedusa, dove continuano ad arrivare uomini, donne e bambini in cerca di un futuro o semplicemente in fuga dalla morte, il tutto in questi giorni complicato dal Covid-19. Pietro Bartolo è già approdato sul grande schermo quattro anni fa in Fuocoammare di Rosi, e adesso, dal 10 agosto e per tre giorni ce lo ritroviamo in Nour, appunto, il film su quella ragazzina siriana dai lunghi capelli scuri e lo sguardo triste e imbronciato che il medico di Lampedusa cerca in tutti i modi di proteggere e di ricongiungerla a sua madre. Stavolta però ha il volto di Sergio Castellitto, interprete perfetto che incamera e ributta fuori tutta quella passione, quella empatia verso gli altri, quella determinazione disperata a “svuotare il mare con un cucchiaio” dice l’attore romano, proprie di Bartolo. A dirigere Nour, che dal 20 agosto sarà in TV su Sky, è Maurizio Zaccaro che ha scritto anche il soggetto assieme allo stesso Bartolo, Diego De Silva e Monica Zapelli, e che lo descrive come un film “girato alla Ken Loach”, stando cioè sui personaggi per “tirar fuori la loro invisibilità”. Nel cast anche Raffaella Rea ad interpretare una giornalista che via via sembra prendersi a cuore la situazione, mentre Nour è interpretata da Linda Mresy, già vista in Bismillah. Usare il cinema, così come la politica, è solo un modo come un altro per Pietro Bartolo per far sapere, mostrare, per tentare di toccare gli animi con una storia di bambini, ma non chiamatelo eroe: “sono un medico – dice – salvare vite è la mia vocazione.” Fa eco Sergio Castellitto:dove la politica non arriva, il cinema ci dona un simbolo, o meglio vari simboli perché Pietro si confronterà anche con l’inadeguatezza di essere padre”. Nour è un bellissimo film, non cade in retorica, non si presta al pietismo, a tratti commuove certo, ma lancia il suo messaggio forte e chiaro: siamo tutti uomini e umanità, se ci fa male un braccio, non stiamo bene, se una parte di noi sta male, anche noi stiamo male. Ed è così semplice… Ecco come ce ne hanno parlato oggi in conferenza stampa Sergio Castellitto, Pietro Bartolo e Maurizio Zaccaro: