Limbo: il film sul terrorismo al Roma Fiction Fest all’indomani degli attacchi di Parigi. Kasia Smutniak: oggi prevale la rabbia

“Provo un po’ d’ansia a dover parlare di un film che ha dei punti di contatto con quello che è successo ieri a Parigi” dice Lucio Pellegrini al Roma Fiction Fest che ha voluto andare avanti con il suo programma nonostante gli attacchi alla capitale francese della sera prima e che per un puro e inquietante caso si è ritrovato a presentare, proprio all’indomani di quegli attentati terroristici, il film TV, l’unico italiano in concorso, prodotto da Fandango per Rai Fiction che vedremo il 2 dicembre su Rai1, che racconta anche quella realtà. Limbo è il titolo e Pellegrini il regista, è lui che definisce la giornata “strana da tutti i punti di vista” e che porta in televisione il romanzo omonimo di Melania Mazzucco, una storia di guerra che “mi interessava raccontare – spiega Pellegrini – perché è un tema un po’ rimosso, anche se forse da oggi lo sarà meno perché temo che dovremo averci a che fare in modo più diretto”.

Kasia Smutniak è la protagonista nel ruolo di Manuela Piras, maresciallo dell’esercito in missione di pace in Afghanistan, vittima di un attentato terroristico messo in atto dai fondamentalisti islamici in cui muoiono alcuni uomini che erano sotto il suo comando, “una donna forte e consapevole – dice la Smutniak – che ha voluto fare il soldato con tutte le sue forze, accettando i rischi e affrontando poi con grande diligenza anche il periodo di riabilitazione”. Manuela torna infatti nella sua casa sul litorale romano e qui inizia una nuova battaglia, quella per recuperare stabilità e guarire anima e corpo, una sorta di limbo, appunto, da attraversare, per tornare a vivere. “Oggi è difficile parlare di qualsiasi cosa – dice poi l’attrice polacca – prevale la rabbia per quello che è successo a Parigi. La guerra contro il terrorismo è una guerra impari perché è contro un fantasma”.

Nel suo limbo Manuela incontra Mattia, un uomo misterioso interpretato da Adriano Giannini affascinato, racconta, dal romanzo della Mazzucco, soprattutto da “questo conflitto tra i due mondi dei protagonisti apparentemente distanti – dice – che in qualche modo poi confluiscono, e dal fatto che sia una donna ad affrontare una sindrome diffusa tra i soldati che rientrano dal fronte e quindi tipicamente maschile”. Nel cast anche Domenico Diele, Filippo Nigro e Giulia Valentini.