Liberi di scegliere, videointerviste a Francesco Colella e Nicole Grimaudo

Duro è una connotazione troppo positiva, questi non sono uomini duri, sono portatori di morte”. Francesco Colella descrive Antonio Tripodi, il boss latitante della ‘ndrangheta che interpreta magnificamente in Liberi di scegliere, il film TV di Giacomo Campiotti in onda su Rai 1 martedì 22 gennaio. L’originalità della storia raccontata, che peraltro è vera, è che stavolta l’antagonista “buono”, ovvero il giudice Marco Lo Bianco interpretato da Alessandro Preziosi (qui la videointervista ad Alessandro Preziosi), come vi abbiamo già raccontato, non insegue il boss ma i suoi figli, e non per metterli in galera, anzi, ma per salvarli da quel futuro ereditario che sembra inevitabile. Già all’inizio del film vediamo infatti che il figlio maggiore di Tripodi, Giovanni (Vincenzo Palazzo), segue tragicamente il suo destino, mentre quello più piccolo, Domenico (qui la videointervista a Carmine Buschini che lo interpreta), per quanto apparentemente caparbio, orgoglioso, scostante e arrogante, potrebbe anche farcela. Perché il giudice Lo Bianco, presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, alter ego di quello vero che si chiama Roberto Di Bella, ha l’idea di allontanare i ragazzi dalle famiglie mafiose all’interno delle quali subiscono un vero e proprio indottrinamento da parte dei padri, e traferirli altrove, in Sicilia in questo caso, per far scoprire loro che un’altra vita e un altro futuro sono possibili: “è gente che non coltiva i sentimenti ma che indugia sulla rappresentazione del sentimento, ma non puoi rappresentarlo il sentimento quando dentro non ce l’hai – ci dice ancora Francesco Colella nella nostra videointervista riferendosi agli uomini di ‘ndrangheta e in particolare al boss Antonio che interpreta – pur essendo un padre questo non aggiunge niente di umano, ma è anzi un aggravante, scambia l’amore per i propri figli per possesso…” Figli che hanno naturalmente anche delle madri, donne per lo più rassegnate anche se ultimamente molte di loro chiedono espressamente al giudice Di Bella di allontanare i figli dalla famiglia e, quando sono molto piccoli, di seguirli. In Liberi di scegliere la madre di Domenico e Giovanni, e quindi la moglie di Antonio Tripodi, si chiama Enza e ad interpretarla è Nicole Grimaudo: “da una parte percepisce il dramma che stanno vivendo i suoi figli, dall’altra ha molta paura – ci dice Nicole Grimaudo di Enza nella nostra videointervista – per lei la vita è quella, vivere da sola, crescere i figli da sola, andare ad incontrare il marito di notte nel bunker, e lei sa già che rivivrà questa situazione attraverso i suoi figli”.  Se dunque non sei tu stessa una donna di mafia, con un ruolo alto e di potere che ti sei conquistata o che hai ereditato da un padre o da un marito ammazzato o incarcerato, allora sei solo la donna del boss, quella che cucina e cucina e cucina per tutti, per il figlio in prigione e per il marito nel bunker, che fa finta di niente, che va tutto bene, che insegna a sua figlia Teresa (Federica Sabatini) che anche lei sarà così, che sposerà chi ha deciso suo padre e che anche il suo destino è segnato. Invece no, a volte può non essere così. Le nostre videointerviste a Francesco Colella e a Nicole Grimaudo:

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