Lei mi parla ancora, recensione e videoincontro con Pupi Avati e il cast

Dopo una vita insieme e soprattutto dopo aver provato e sentito un amore così grande da rendere immortali, non è facile separarsi e restare soli. Lo vediamo anche nei nostri padri, orfani, non vedovi, di donne che per loro hanno rappresentato la vita stessa e che ora, vittime degli anni che amplificano il senso di solitudine e impotenza, non sono proprio capaci di lasciar andare. Accade in molte famiglie ed è accaduto anche nella famiglia Sgarbi che ne ha tirato fuori un libro firmato da Giuseppe Sgarbi, o meglio dai suoi ricordi, e scritto dal ghostwriter romano Giuseppe Cesaro che li ha raccolti e messi in pagina, ed edito da Skira da cui Pupi Avati ha tratto a sua volta il film omonimo Lei mi parla ancora (qui l’annuncio del regista al Marefestival Premio Troisi) scrivendone la sceneggiatura con suo figlio Tommaso e chiamando a raccolta interpreti a lui familiari, come Chiara Caselli, Serena Grandi, Nicola Nocella, e altri che ha voluto con fiducia come Isabella Ragonese, Fabrizio Gifuni, Stefania Sandrelli, Lino Musella e Renato Pozzetto in primis che qui battezza in un ruolo drammatico, quello di Nino, ed è sorprendentemente bravo: “quando Pupi mi ha telefonato per offrirmi la parte, ho chiesto subito di leggerla prima – racconta Renato Pozzetto in conferenza stampa – e dopo cinque minuti di lettura ero commosso, ho finito di leggere il copione, e l’ho riletto; la mattina dopo Pupi è venuto a casa mia a Milano, ci siamo parlati e io gli ho confessato che mi sentivo con la coscienza a posto per interpretare quel ruolo in Lei mi parla ancora… ho cercato di dare il massimo e mi sono piaciuto anche quando ho visto il film montato… anche gli Sgarbi mi hanno telefonato dopo aver visto il film elogiando la mia prestazione e ne sono stato felice…

Sono passati sessantacinque anni da quel giorno di sole e felicità in cui Caterina, per tutti Rina (Stefania Sandrelli e da giovane Isabella Ragonese), prima di salire all’altare, ha dato a Nino una lettera in cui prometteva che il loro amore, se fosse rimasto così per sempre, li avrebbe resi immortali. E ora che Rina se n’è andata, Nino si crogiola in quella promessa alla quale aveva creduto da subito e continua a sentirla vicino, a vederla e a parlare con lei, in una sorta di elaborazione del lutto che non lo nega del tutto rendendolo meno definitivo. Così per aiutarlo, sua figlia (Chiara Caselli) contatta uno scrittore e ghostwriter, qui di nome Amicangelo (Fabrizio Gifuni), per fargli raccogliere i ricordi più belli di suo padre e farne un romanzo. Ma Amicangelo non ha nulla in comune con quel signore ricco che vive in stanze piene di opere d’arte e che nella sua lunga vita ha amato una donna sola, lui che non ha neanche la metà dei suoi anni e ha già alle spalle un divorzio, una figlia che non vede mai, una nuova compagna e pochi soldi. Ma alla fine quell’incarico, accettato di malavoglia, e inizialmente molto difficile da rispettare, lo arricchirà di qualcosa di molto più importante e decisivo del denaro. Nel cast anche Alessandro Haber, Matteo Carlomagno, Giole Dix

Una storia d’amore così totalizzante come quella che racconto in Lei mi parla ancora penso seduca tutti – dice Pupi Avati nell’incontro stampa – poi so benissimo che è totalmente anacronistica. Però, che uno idealmente conosca una ragazza innamorandosene follemente e pensi di voler stare con lei per tutta la vita, mi sembra sia assolutamente normale e sarebbe assurdo se non fosse così, anche se a me questa precarietà degli affetti mi sembra sia una delle componenti meno apprezzabili del nostro presente”.

Lei mi parla ancora è un film delicato che punta sui rapporti umani al di là delle differenze, non solo su quello centrale tra Nino e Rina che, nonostante le difficoltà e l’apparente lontananza dei loro rispettivi mondi di provenienza, supera, modellandosi, epoche e cambiamenti sociali, ma anche su quello tra il protagonista e il suo entourage domestico, primo tra tutti il legame con Giulio (Nicola Nocella), e sulla forza protettiva di sua madre (Serena Grandi) e di tutta la sua famiglia d’origine che all’inizio, quando da giovane Nino (Lino Musella) porta a casa Rina, non è che facciano poi di tutto per farla sentire a suo agio. L’interpretazione di Renato Pozzetto è emozionante e magistrale, a conferma del fatto che spesso negli attori comici si nasconde un istrione che sa perfettamente anche come far piangere. E se all’inizio, tra ambulanza e terapia intensiva, visto il momento, potrebbe anche scattare il cambio canale, andate avanti perchè il senso di solidità del sentimento offre, proprio in questo momento così buio per la nostra storia, una sorta di speranza per il futuro, grazie ad un paradossale happy ending nonostante la morte e la precarietà dei nostri giorni. Unico neo, ma è solo una considerazione personale, una voce narrante fuoricampo che a un certo punto si inserisce nel film a spiegare cose in realtà già chiare, disturbando l’immersione dello spettatore nella storia.

Lei mi parla ancora prodotto da Antonio Avati, Luigi Napoleone, Massimo Di Rocco e Vision Distribution in collaborazione con Duea Film, arriva lunedì 8 febbraio alle 21.15 in prima assoluta su Sky Cinema, disponibile anche on demand e in streaming su NOW TV. Ecco una videosintesi del nostro videoincontro con Pupi Avati, Renato Pozzetto, Stefania Sandrelli, Fabrizio Gifuni, Isabella Ragonese, Lino Musella, Chiara Caselli, Nicola Nocella, Serena Grandi: