“La musica può fare qualcosa di importante, può amplificare dei messaggi come quello di Aboubakar, ad esempio, che sta parlando sul palco in questo momento, crea grande condivisione, e crea la possibilità di co
ndividere emozioni e riconoscere i propri simili, quelli che hanno la tua stessa visione del mondo“. Un mondo senza armi quello sognato da Diodato, che abbiamo videointervistato a Insieme per la Pace, la Manifestazione popolare contro la guerra organizzata nell’emblematica Piazza San Giovanni di Roma da Aboubakar Soumahoro di Invisibili in Movimento, del quale Diodato è stato uno dei protagonisti musicali.
Qualche transenna, un palco, bandiere della pace e dell’Ucraina tra la folla, un clima amichevole e in fondo sereno anche nel retropalco dove gli artisti si salutano affettuosamente, parlano tra loro, si scattano selfie insieme, si concedono alle nostre domande e alla nostra videocamera, e poi musica e parole. Sul palco si sono
avvicendati tantissimi artisti, e anche attivisti di associazioni come Cecilia Strada di Emergency, Riccardo Noury di Amnesty Interational Italia, Ekaterina Ziuziuk, presidente di Articolo 21 e portavoce di Supolka, l’Associazione Bielorussi in Italia, e naturalmente Aboubakar Soumahoro. Per tutti l’attenzione e l’opposizione alla guerra non deve fermarsi al conflitto ucraino, ma allargarsi e andare oltre con un unico obiettivo: il disarmo mondiale. E per tutti, artisti in primis, la musica dovrebbe essere l’unica arma al mondo.
“Essere qui è fondamentale come compito da esseri umani – ci dice Gaia che per rispondere alle nostre domande, interrompe una partita a carte appena inziata con NAIP e altri due compagni di gioco, e che poco dopo sul palco si commuoverà cantando Imagine e parlando nel suo discorso della necessità di combattere in nome dell’amore – Io sono qui con un cuore che ha bisogno di rincontrarsi con gli altri e con la nostra spiritualità interiore, comprensione ed empatia. La musica in questo caso è una preghiera“.
“Siamo venuti qui per fare casino e ascoltare casino, è un buon casino – ci dice poi NAIP a proposito della musica ad alto volume che arriva dal palco e ch
e ci crea qualche piccola difficoltà nell’ascolto reciproco durante la nostra videointervista – La musica è una delle cose più potenti e universalmente significativa. Essere qui oggi è importante come lo è mantenere quotidianamente questo entusiasmo nei confronti dei venti non proprio positivi che continuano a gonfiarsi. Essere anche una piccola virgola all’interno di un discorso negativo credo sia fndamentale, le virgole fanno la differenza”. 
“Stare qui è bello soprattutto per stare insieme a cantare la pace e la libertà – ci spiega Leo Gassmann che ci tocca davvero il cuore con le sue parole – se siamo tanti, siamo più forti, sicuramente più forti di quelle poche persone e di quei piccoli uomini che creano le guerre e uccidono persone innocenti. Penso che sia arrivato il momento di dire basta e di dire no alla guerra in tutte le forme“. Leo Gassmann ha regalato a Insieme per la Pace la sua nuova canzone in anteprima che uscirà la prossima settimana: “si i
ntitola La mia libertà e parla della volontà di tornare a essere puri come i bambini“.
“La musica è capace di dare grandi messaggi, di unire le persone, di far arrivare cose complesse in maniera semplice – afferma davanti alla nostra videocamera Margherita Vicario che, nonostante si
a appena uscito il suo nuovo singolo Astronauti, sul palco di Insieme per la Pace ha portato What’s going on di Marvin Gaye che “l’ha scritta dopo aver assistito a maltrattamenti della polizia contro persone che manifestavano contro la guerra in Vietnam, vedo che la storia si ripete“.
“Per noi da artisti, musicisti, scrittori, poeti, è doveroso fare presenza in focolai così belli, stavolta nell’uso positivo della parola – ci rivela Roy Paci che sul palco ha parlato anche della generosità e dell’altruismo del popolo siciliano – focolai di grande creatività, energetici, di positività e di speranza, perchè poi noi siamo quelli che ci nutriamo di queste cose e dobbiamo diffondere il verbo della speranza, soprattutto nei territori complessi dove nell’estremismo della disumanità, avvengono queste tragedie come le guerre“.
Ecco le nostre videointerviste a Diodato, Gaia, NAIP, Leo Gassmann, Margherita Vicario, Roy Paci:
Le foto sono di Angelo Costanzo

