Il Giorno Sbagliato, il nuovo terrificante film con Russel Crowe

Se pensate che per una gomma bucata, un bus che non passa, un tacco rotto, un piede in un pozzanghera proprio oggi che avete deciso di indossare le scarpe nuove, una lite con il capo o la macchina rubata, il vostro sia un giorno sbagliato, non sapete proprio di cosa state parlando, anzi, parlatene con Rachel… Interpretata da Caren Pistorius, è la coprotagonista de il Giorno sbagliato, protagonista assoluto un Russel Crowe spaventosamente fantastico in un thriller psicologico che sfiora l’horror, in sala da giovedì 24 settembre diretto da Derrick Borte. Rachel è, come spesso le accade, in ritardo. Deve accompagnare suo figlio Kyle (Gabriel Bateman) a scuola dove arriva regolarmente dopo l’orario di entrata beccandosi punizioni su punizioni, naturalmente non per colpa sua. Inoltre, ha quasi dimenticato un appuntamento di lavoro e il traffico a New York è terrificante.  

Prima però che inizia la storia, sullo schermo scorrono immagini di tamponamenti, incidenti stradali, liti tra automobilisti mentre voci fuori campo, probabilmente di cronisti e opinionisti, commentano quanto la città sia diventata violenta e la sua popolazione tesa, repressa e pronta ad esplodere, e quanto proprio il traffico e la difficile situazione sulle strade provochino così tanti alterchi esageratamente rabbiosi dove spesso ci scappa anche il morto. E per i famosi “futili motivi”.

Dunque, torniamo a Rachel, madre single in pieno divorzio che si prende cura della madre, del fratello e pure della sua ragazza, e che è lì in macchina con suo figlio mentre piove, bloccata da migliaia di altre auto e, a un certo punto, da un grosso Suv davanti a lei che non riparte quando il semaforo diventa verde: lei suona il clacson, una, due volte, quello niente, così impreca o lo sorpassa. Il tizio è grande e grosso e ha appena sfogato la sua rabbia omicida di uomo tradito, abbandonato e invisibile, ma lei non può saperlo. Così quando il tizio le si affianca e le impone di chiedergli scusa, lei risponde picche e segna, inconsapevole, il suo destino, rendendo quello, proprio quello, il giorno sbagliato della sua vita. “Non si ha mai idea di cosa stia passando qualcun altro – commenta Caren Pistorius sarebbe molto facile giudicare l’Uomo e Rachel, ma entrambi, ognuno a modo suo, si trovano con il loro mondo che sta crollando”.

Il giorno sbagliato ha un ritmo veloce, serrato, la tensione è sempre alta e ogni volta che speri che lei arrivi prima, resti fregato. Lui è sempre un passo avanti, lui dà lezioni, punisce, ammazza e libera, o almeno così crede, la sua anima dal peso di una vita. Per riflettere su dove stiamo andando, sui rischi di una società arrivata al limite, sul fatto che l’uomo, forse, non è fatto per questo e che sarebbe ora di rallentare. In tutti i sensi. E anche per scaricare un po’ di adrenalina, seppure seduti, anzi incollati, nella poltrona di un cinema. Sempre meglio che andare in giro a giustiziare la gente per una suonata di clacson di troppo.    

Spiega il regista: “Per quanto la trama si concentri sull’aspetto della rabbia scatenata dal traffico, la storia è un’esplorazione, facilmente riconoscibile, dei meccanismi che regolano la nostra società e delle tendenze più oscure che si nascondono sotto la superficie degli esseri umani. Abbiamo tutti avuto quelli che potremmo definire dei ‘brutti giorni’ e questa storia porta questi impulsi allo scoperto, estremizzandoli”.

Pare che quando Russell Crowe abbia letto per la prima volta la sceneggiatura, la sua risposta sia stata: “Assolutamente no. Non faccio questo film, mi spaventa a morte, questo personaggio è troppo oscuro…” per poi ripensarci e aggiungere: “Questo invece è quello che cerco… le sfide”. Il tizio che l’attore premio Oscar non ha nome, non può averlo, è semplicemente L’Uomo: “È assolutamente terrificante – dice ancora Russel CroweArriva dal nulla, non sappiamo da dove, poi si avvicina sempre di più, colpisce e scompare di nuovo fino alla prossima apparizione; sta braccando la sua preda. Rachel semplicemente sbotta con la persona sbagliata nel giorno sbagliato. A lui non importa nulla delle conseguenze delle sue azioni, perché tanto ha già superato il limite.