Il Flauto Magico di Piazza Vittorio con Petra Magoni, Fabrizio Bentivoglio, Violetta Zironi e Ernesto Lopez, videointerviste

Fate attenzione se in una di queste serate d’estate romana vi capitasse di passare per Piazza Vittorio e trattenervi un po’ più a lungo, perché potreste ritrovarvi in un mondo magico, fiabesco, onirico fatto di streghe e dame, principi e belle fanciulle, mostri e carcerieri, ma non è affatto brutto, anzi… L’Orchestra di Piazza Vittorio, multietnica e variopinta, porta al cinema Il Flauto Magico di Piazza Vittorio, dal 20 giugno in sala con Paco Cinematografica, ovvero la sua versione de Il flauto Magico di Amadeus Mozart, singspiel in due atti su libretto di Emanuel Schikaneder rappresentato per la prima volta nel 1791, reinterpretando completamente l’opera pur conservandola nella storia e nel significato, trasportandola cioè ai giorni nostri da un antico Egitto immaginario alla piazza più colorata che ci sia a Roma e interpretandola, recitando e cantando, in ben 8 lingue diverse, ogni artista nella sua, rispettando il proprio modo di fare cultura e la propria tradizione. Il Flauto magico di Piazza Vittorio è uno di quei film che quando esci dal cinema ti fa sentire un po’ diverso, che ti lascia con un sorriso invisibile – o forse no – sulla faccia, ti fa credere davvero che tutto sia possibile, persino una convivenza tra diversi colori, sapori e pensieri, che l’amicizia e la lealtà contano, che l’amore non ha razza né religione, che ci si possa riconciliare anche dopo tanto odio battendo il rancore e che ognuno possa realmente trovare ciò che cerca, affrontando sfide, rischiando nelle sue scelte, caricandosi di responsabilità e guardando al mondo e alla vita con la fantasia e la purezza dei bambini. Più che un film è una terapia fatta di musica e colori, una spa artistica, una seduta psicologica che ti trasporta altrove convincendoti che anche qua può essere come là, e che basta crederci.

Diretto da Mario Tronco (ex Avion Travel e fondatore dell’Orchestra di Piazza Vittorio) e Gianfranco Cabiddu (La stoffa dei sogni), Il Flauto Magico di Piazza Vittorio racconta dunque della giovane e bella Pamina, qui più eroina che vittima, rapita da Sarastro che ha lasciato nella disperazione la Regina della Notte, sua madre. La storia si snoda in un alternarsi di giorno e notte, di luce e di oscurità, tra fondali magici e dialoghi surreali ma con un gran senso, confondendo il bene con il male: davvero il malvagio è Sarastro? Oppure la Regina? E riuscirà il principe Tamino a salvarla con l’aiuto del buffo Papageno? “Nel nostro film – spiegano i registi – la piazza dopo l’orario di chiusura dal tramonto fino all’alba del giorno seguente diventa il luogo dove tutto può accadere e dove tutto in effetti accade, come in una favola. In questi tempi nostri caratterizzati da un fenomeno migratorio che è quasi un’emergenza, il messaggio di integrazione, convivenza e scambio necessario trova nella nostra favola una sintesi chiara a e immediata che rende evidente il reciproco arricchimento umano e artistico di cui sono portatrici culture e tradizioni diverse capaci, nell’incontro, di integrarsi attraverso lo scambio musicale e umano”.

Ad interpretare una Pamina più indipendente ed emancipata dell’originale è Violetta Zironi, a cinque anni dal suo X Factor con l’ukulele dopo il quale si è trasferita a Berlino, qui al suo esordio cinematografico: “nell’opera Pamina è una sottomessa succube delle decisione di altri – ci racconta Violetta nella nostra videointervista – invece in questa nuova versione è lei che determina l’accadersi degli avvenimenti di questa storia: nonostante sia non solo una donna ma una bambina, lei decide di mettere il piede nella porta prendere in mano la sua vita e risolvere la sua situazione molto drammatica”. “Sarastro è un padre innamorato della figlia che tiene segregata credendo così di poterla salvare – ci rivela nella nostra videointervista Fabrizio Bentivoglio che lo interpreta e che è anche coautore de Il Flauto Magico di Piazza Vittorioma non ha fatto i conti con la forza propulsiva della libertà richiesta dalla giovane Pamina che sceglie la libertà e sceglie anche i compagni con cui vivere questa libertà”. La Regina della Notte, in versione dark e con una voce potente che ti stende negli acuti mozartiani è Petra Magoni (Musica Nuda con Ferruccio Spinetti): “nell’opera non si capisce chi è buono e chi è cattivo, la Regina o Sarastro, probabilmente il fatto che le abbiano portato via la figlia l’ha mandata un po’ fuori di testa e io ho tirato fuori quella cattiveria che viene dalla sofferenza – ci dice Petra Magoni nella nostra videointervista – per me era un sogno nel cassetto interpretare le sue arie in modo personale e una bella sfida farlo in un film con un unico vero attore che è Fabrizio Bentivoglio perché in scena sono per lo più i musicisti dell’Orchestra di Piazza Vittorio, tutti ci siamo messi in gioco, del resto suonare e giocare in molte lingue sono lo stesso verbo”. Debutto cinematografico anche per Ernesto Lopez Maturell, il percussionista dell’Orchestra di Piazza Vittorio, nel ruolo di Tamino: “avevo suonato il Flauto Magico e interpretarlo è stata una bellissima esperienza” ci ha detto nella nostra videointervista il principe cubano. Le nostre videointerviste a Violetta Zironi, Petra Magoni, Fabrizio Bentivoglio e Ernesto Lopez Maturell: