Creators The Past, videointervista a Jennifer Mischiati

Quante teorie ci sono sulla nascita dell’Universo? Dal Big Bang al Big Bounce, dalle stringhe alle bolle, da Dio a boh… E se invece ci fossero ben 8 i creatori dietro l’origine del nostro mondo e non solo, e si chiamassero, appunto, Creators? Arriva finalmente al cinema Creators The Past, primo kolossal di fantascienza italiano diretto da Piergiuseppe Zaia che ha chiamato a raccolta un cast eccezionale e multinazionale composto da Gérard Depardieu, William Shatner, Bruce Payne, Marc Fiorini, Pete Antico, e dalle italiane Eleonora Fani, che è anche autrice del libro da cui è tratto il film e sceneggiatrice assieme allo stesso regista che, a sua volta è autore delle musiche, e Jennifer Mischiati che in Creators The Past interpreta Sofi, eroina della storia. Ma andiamo con ordine.

Gli 8 Creators di cui sopra, non solo hanno dato vita al Cosmo, ma lo dirigono riunendosi regolarmente nel Concilio Galattico, e custodiscono ognuno una Lens, una sorta di palla metallica fatta rigorosamente a mano proprio da loro, che contiene la chiave dell’essenza e i segreti del sistema stellare cui ognuno di loro ha dato vita, il sapere divino della creazione dunque: una Lens, un sistema. 8 creatori, 8 Lens. Particolare fondamentale per tutta la storia di Creators the Past…  Tutto è filato liscio per molto tempo, ma ora, verso la fine del 2012, alcuni pianeti si sono spostati provocando deviazioni al sistema divino, cambiando cioè le loro predestinate sorti e ciò potrebbe essere molto pericoloso per tutti gli esseri viventi dell’Universo. La terra non è da meno, ovviamente, ed è a rischio deriva, anche perché, siccome i guai non vengono mai soli, c’è anche un’eclissi totale di sole che la sta lasciando al buio totale. Ma quando gli 8 decidono di riunirsi nel Concilio Galattico per trovare rimedio alla situazione, Lord Kanaff (Marc Fiorini), reggente della Terra, nonché guardiano di Ayon, il computer che controlla la dimensione umana, non ne vuole sapere: gli umani sono tra gli esseri meno evoluti dell’Universo (e ti pareva…) o quanto meno non lo sono abbastanza da sostenere il passaggio, così nasconde la sua Lens, che è una sorta di hard disk che custodisce l’intera storia dell’umanità, che è a dir poco differente da quella che i potenti della Terra spacciano per vera, e se venisse resa pubblica… Tanto per dirne una: tutte le religioni vengono gestite dal Maestro di Fede (Gerard Depardieu) che in realtà non è che un clone alieno sistemato là da Lord Kal (Bruce Payne) che vorrebbe impossessarsi della Terra per trasferirci la sua gente visto che il suo pianeta sta morendo. Ma tornando alle Lens: devono esservi tutte e 8 per sprigionare l’energia necessaria e se manca quella di Lord Kanaf… Scoppia quindi una guerra, galattica si intende: chi si schiera con l’uno e chi con gli altri, chi vuole un ordine nuovo e chi preme per ristabilire quello vecchio. Ed ecco che entra in scena Sofi (Jennifer Mischiati), che ha poteri straordinari e che è chiamata ad un compito a dir poco arduo: immaginate che qualcuno vi contatti per dirvi che la sopravvivenza del vostro pianeta dipende unicamente da voi… altro che responsabilità e ansia da prestazione… Ma Sofi è, come detto, un’eroina, una tosta, e non ci penserà più di tanto accettare l’incarico di trovare e portare in salvo la Lens, missione affidatale da Lady Airre (Eleonora Fani). Solo che non siamo soli nell’Universo e Sofi dovrà vedersela anche con alieni immortali, essendo peraltro in un universo multidimensionale dove si incontrano e incastrano due differenti storie. Per di più la Lens della Terra è stata lanciata nella dimensione umana ed è finita a Ivrea (città natale del regista) dove impazza il Carnevale, trasformandosi in un’arancia…

Già avevo l’idea di una trama che contenesse tutti gli argomenti trattati, ma lo sviluppo completo avvenne solo dopo l’incontro con Eleonora Fani che, con me, ha messo in opera la sceneggiatura mentre scriveva il suo libro – racconta Piergiuseppe Zaia,si può dire che film, CD musicale e libro hanno avuto uno sviluppo parallelo, diversamente da come accade di solito, dove la sceneggiatura di un film nasce a partire da un libro di successo. Eleonora, grazie alla sua formazione junghiana, mi ha introdotto in un universo dove i simboli (come la fenice, l’aquila, il leone e lo scorpione) non sono altro che la manifestazione di essenze archetipiche esistenti in dimensioni parallele, come il tessuto stesso di questo film sviluppato su mondi paralleli. Questo sviluppo in parallelo del nostro film è una differenza che lo rende un prodotto nuovo, prettamente italiano, dove la fantasia svela la realtà e per questo la voglio definire una ‘storia vera’. La trama di Creators The Past si svolge quindi su dimensioni parallele, che ripropongono eventi simili trasposti sui diversi livelli della realtà, come accade tra microcosmo e macrocosmo; i Creators si trasformano, assumono volti e fattezze che mutano, come le maschere veneziane, identità sfuggenti legate ad un mondo di apparenza dove ognuno vede solo la verità che vuole o che è in grado di vedere, un po’ come i personaggi felliniani. Il film si conclude con un messaggio salvifico per l’umanità, come l’inizio nasce dalla fine, e la fenice risorge dalle sue ceneri; perciò non bisogna mai perdere la speranza, perché i disegni dell’eterno sono imprevedibili e il cambiamento può essere lì, fermo e in attesa proprio dietro l’angolo”.

Non vi raccontiamo di più, ma c’è molto, molto altro davvero. Tra scene a dir poco spettacolari ed effetti speciali, Creators The Past, che non è che il primo film di una trilogia, affida ad ogni personaggio, ad ogni Creator, la missione di tutelare la propria stirpe, che sia poi per amore o sete di potere poco importa, ma a nessuno di loro attribuisce alcuna chiara connotazione che lo metta da una parte o dall’altra sulla lavagna dei Buoni e dei Cattivi. Ognuno, guardando il film, si farà la sua idea, e anche qualche domanda. Creators The Past arriva al cinema giovedì 8 ottobre, mentre il 6 novembre sarà all’Asylum Fantastic Fest 2020 di Valmontone accompagnato da Jennifer Mischiati che abbiamo incontrato e videointervistato proprio alla presentazione del Festival: