C’era una volta il crimine: e la saga si chiude. Forse. Videoincontro e videointerviste con il cast

Anche le saghe più divertenti e scaltre hanno una fine. Così eccoci al terzo ed ultimo capitolo di Non ci resta che il crimine che, dopo il secondo Ritorno al Crimine passato solo in TV, approda al gran finale intitolato C’era una volta il crimine. Ma, vista la chiusura del film, a noi sono sorti seri dubbi che il tutto possa davvero terminare qui. Tuttavia, va rispettato quanto detto dal regista, ancora e sempre Massimiliano Bruno, e prendiamo per buono che la trilogia sia tale e quindi che cali il sipario.   

C’era una volta il crimine dunque, al cinema da giovedì 10 marzo, porta i nostri scalcinati eroi ormai avvezzi ai viaggi nel tempo esattamente all’8 settembre 1943, giorno dell’armistizio. Ma inizialmente a loro della guerra importa ben poco, il vero obiettivo è infatti rubare la Gioconda. La banda però deve riassestarsi e lavorare per stringere nuovi rapporti. Non ci sono più Massimo Ranieri interpretato da Carlo Buccirosso e il mite Sebastiano cui dava vita Alessandro Gassmann. E anche Renatino della Banda della Magliana (Edoardo Leo), scopertosi padre e diventato più buono, se ne torna subito nel suo 1982. Restano invece Moreno che è sempre Marco Giallini, Giuseppe, alias Gianmarco Tognazzi, e Gianfranco, che è lo stesso Massimiliano Bruno, che dovranno far posto a un altro Ranieri, Claudio, che gli viene presentato da Lorella che è ancora Giulia Bevilacqua, più audace e sexy che mai, in perfetto stile Lara Croft. Claudio, vera e propria new entry nella saga, è interpretato da Giampaolo Morelli ed è un professore di storia napoletano disilluso e alquanto intollerante all’ignoranza, che avrà il compito fondamentale di fare da guida a una masnada di ignoranti o ciucci in un’epoca che conosce come le sue tasche.

Il tutto assumerà toni sentimentali e sorprendenti quando Moreno si ritroverà faccia a faccia con la nonna che ovviamente nel 1943 è ancora giovane e bella proprio come Carolina Crescentini, e con la mamma, poco più di una bambina (Penelope Flamma). Ma non è tutto. In C’era una volta il crimine, titolo non a caso evocativo di una certa epicità cinematografica, incontreremo niente meno che Sandro Pertini, Benito Mussolini, il Re Vittorio Emanuele e, seppure al telefono, Adolf Hitler, con camei d’eccezione di Rolando Ravello, Duccio Camerini, e di Massimiliano Vado e Tosca. Perché se davvero siamo al gran finale, cosa può esserci di meglio del vedere un gruppo di cialtroni che pensano solo a sè stessi trasformarsi in eroi di guerra sprezzanti del pericolo, sterminatori di nazisti, egregiamente interpretati ad esempio da Marius Bizau e Christoph Hulsen, salvatori di bambine indifese a costo della vita, e di una gloriosa scena finale con ritorni a sorpresa degna di un film americano di supereroi? C’era una volta il crimine è il più bello dei tre film della saga. Si ride un bel po’, ma ci si commuove anche quando il racconto si fa vero e, con rispetto e delicatezza, assistiamo, per esempio, a una delle scene più drammatiche e raccapriccianti della nostra storia.

Il nostro videoincontro con Massimiliano Bruno, Marco Giallini, Carolina Crescentini, Giulia Bevilacqua, Gianmarco Tognazzi, Federica Lucisano e la nostra videointervista a Marius Bizau e Christoph Hulsen: