Un Natale al sud, videointervista a Barbara Tabita: ecco perché faccio il cinepanettone

Siciliana di Augusta, bellezza mediterranea e fascino da vendere, Barbara Tabita è tra le attrici italiane più versatili e multiforme. Passa con disinvoltura dal teatro al cinema alla televisione e dal drammatico e l’impegnato alla commedia e al cinepanettone, e difatti l’abbiamo nuovamente incontrata alla presentazione di Un Natale al sud, in sala in 350 copie distribuite da Medusa da giovedì 1 dicembre, regia di Federico Marsicano, soggetto e sceneggiatura di Gianluca Bomprezzi e Paolo Costella, stesso cast, e pure stesso titolo con qualche variazione sul tema, di Matrimonio al sud uscito esattamente un anno fa, ovvero Debora Villa, assieme alla quale l’avevamo videointervistata proprio in quell’occasione, Massimo Boldi, Biagio Izzo, Paolo Conticini e Enzo Salvi, con qualche new entry come le esordienti Anna Tatangelo (qui la nostra videointervista a Anna Tatangelo) e Paola Caruso. Anche in Un Natale al sud Barbara Tabita interpreta la moglie insoddisfatta, Celeste, di Biagio Izzo, Ambrogio, la coppia del sud contrapposta a quella del nord composta da Villa e Boldi, ovvero Bianca e Peppino, e anche qui per impicciarsi della vita dei rispettivi figli, star di YouTube, che secondo loro vivono l’amore solo sul web e poi al dunque non sanno che pesci pigliare, si ritrovano tutti insieme in un resort pugliese dove, nonostante sia Natale, è improvvisamente estate… i soliti equivoci, i soliti mancati tradimenti, le gag volgarotte con tanto di rumorosi peti e quant’altro di Enzo Salvi alias Checco, con l’aggiunta di un tocco “moderno” fatto di chat, persino tra stanza e stanza, fashion blogger e influencer… Dopo tanti film come La mafia uccide solo d’estate di Pif o Lo scambio di Salvo Cuccia, e serie TV come La piovra, Catturandi e Felicia Impastato, intervallate da commedie doc firmate da Pieraccioni, Ficarra e Picone, Capatonda, e da serie come Fuoriclasse e I Cesaroni, perché fare anche i cinepanettoni? Questo ed altro abbiamo chiesto a Barbara Tabita nella nostra videointervista: