Festival di Cannes: nulla da fare per i nostri Moretti, Garrone e Sorrentino. La Palma d’Oro va a Jacques Audiard per Dheepan

Molto rumore per nulla, così si chiama la celebre commedia scritta da Shakespeare per il teatro nel 1598. Ed è stato davvero tanto il clamore suscitato dalla partecipazione al Festival del Cinema di Cannes 2015 da ben tre registi italiani, e tutti in concorso, che non accadeva da vent’anni, dal 1994 per l’esattezza quando per la Palma d’Oro corsero Aurelio Grimaldi con Le buttane, Giuseppe Tornatore con Una pura formalità e Nanni Moretti con Caro Diario, già proprio lui, ma allora almeno si portò a casa il premio per la regia.

Stavolta invece nulla da fare per il regista romano con Mia madre, ma neanche per Paolo Sorrentino con Youth e Matteo Garrone con Il Racconto dei Racconti al 68esimo Festival di Cannes, tutti a mani vuote i nostri tre eroi del cinema italiano, nonostante alcuni pronostici della vigilia e anche le chiacchiere dell’ultima ora che davano Moretti premiato alla Croisette visto che si era sparsa la voce che stava tornando sulla Costa Azzurra assieme alla protagonista femminile del suo film, Margherita Buy, e per quale altro motivo, scusa, se non per ritirare un premio? E invece niente. Peccato, per tutti e tre, certo, e per il nostro cinema, ma soprattutto per il coraggio e l’estro di Garrone che si è buttato a capofitto in un’avventura per lui davvero nuova come il fantasy, d’autore si intende, uscendone, per noi, comunque vittorioso. Ma tant’è.

La Giuria presieduta dai fratelli Cohen ha invece così votato, con un occhio particolarmente strizzante ai padroni di casa, i francesi:

Palma d’Oro al regista francese Jacques Audiard per Dheepan, storia di una famiglia di migranti dallo Sri Lanka, che poi proprio una famiglia non è, in fuga dalla guerra civile del loro paese si ritrovano costretti a rivivere violenze e soprusi coinvolti tra le battaglie fra bande rivali alla periferia di Parigi.

Migliore attore Vincent Lindon che in La Loi du marché di Stéphane Brizé dà vita a un uomo che perde il lavoro e si ritrova a confrontarsi con la dura la legge del mercato, film che vedremo nella prossima stagione cinematografica italiana distribuito da Academy Two.

Migliori attrici Rooney Mara per Carol del californiano Todd Heynes, tratto dal romanzo omonimo di Patricia Highsmith che racconta l’amore tra due donne – l’altra è appunto Carol interpretata da Cate Blanchett – e Emmanuelle Bercot per Mon Roi della regista, francese pure lei, Maïwenn, storia di una donna vittima di un marito padrone, interpretato da Vincent Cassel (che è pure tra i protagonisti de Il Racconto dei Racconti di Garrone e un premio comunque se lo meritava, sempre per noi, chiaro).

Miglior regia: Hou Hsiao-Hsien per The assassin

Miglior cortometraggio:  – Waves ’98 di Ely Dagher
Miglior opera prima:  La Tierra y la sombra di Cesar Augusto Acevedo
Miglior sceneggiatura: Chronic di Michel Franco

La Palma d’oro alla carriera va ad Agnès Varda, il Premio della giuria a The Lobster di Yorgos Lanthimos,  il Grand prix speciale della giuria a Laszlo Nemes per Le fils de Saul.

Cara Italia, alla prossima…