“L’altro giorno per una cosa di lavoro ho dovuto rivedere Strappare lungo i bordi e c’ho il terrore che la gente dice ‘quello era bello, questo è una merda’…” Zerocalcare esordisce così all’appuntamento a Romics 2026 intitolato Zerocalcare: ieri, oggi e domani parlando di Due Spicci, la nuova serie d’animazione da lui creata, scritta, diretta e doppiata che debutterà su Netflix il 27 maggio.
Prodotta da Movimenti Production, parte di Banijay Kids & Family, in collaborazione con BAO Publishing, Due Spicci vede il ritorno dei personaggi storici del suo universo, in primis Zero, Cinghale e l’unico che da sempre non ha la sua voce ma quella di Valerio Mastandrea: l’Armadillo. La storia è quella di Zero e Cinghiale che gestiscono un piccolo locale, ma problemi economici, incomprensioni e vite personali che si complicano più del dovuto mettono entrambi sotto pressione. Il ritorno di una figura dal passato di Zero e responsabilità inattese faranno precipitare una situazione già fragile, costringendo tutti a confrontarsi con scelte difficili.
“Il tentativo che è stato fatto è quello di fare una cosa più complessa, anche come linguaggio narrativo – ha spiegato al pubblico Zerocalcare in compagnia del suo canetto dialogando sul palco con Riccardo Corbò – Quindi stampare quei bordi era semplice in qualche modo, perché era fatto a micro episodi di 5 minuti l’uno raggruppati in puntate da 15 minuti e quindi uno riusciva a prendere un ritmo molto veloce. Due Spicci è invece il tentativo di creare una storia orizzontale più complessa e più lunga e quindi io ovviamente mi cago sotto perché mi chiedo se siamo stati capaci di farlo, e questa è già una cosa da sapere. L’altra è che nella mia testa questa cosa qua è un pochetto la fine della trilogia”.
Poi spiega: “Strappare lungo i bordi era predatata rispetto al momento della mia vita, nel senso che è uscita nel 2021, quando io c’avevo ormai già 38 anni, però in realtà riprendeva un pochino le atmosfere de La Profezia dell’Armadillo… fotografando una fase della vita che era comunque quella dei trentenni. E Questo mondo non mi renderà cattivo, riguardava un po’ più il momento presente di quello là, ma intorno al 2019 perché in realtà l’ho scritta prima ancora di Strappare lungo i bordi, anche se è uscita come seconda. Due Spicci è molto più calata nel nel presente, mio e delle persone che sono cresciute con me, quindi in qualche modo anche il senso di tradimento ormai si è consumato. Quindi, in qualche modo, quel ciclo di crescita che va dalla vostra adolescenza all’età adulta, si compie con queste tre serie. In questo senso per me è un po’ la fine della trilogia”.
Nel corso dell’incontro, e prima di concedersi ai tantissimi fan presenti per il firmacopie e i disegnini, Michele Rech ha parlato anche del libro A babbo morto, de Il nido dei Serpenti, della rivista La fine del mondo, di doppiaggio e di molto altro ancora. Trovate tutto qui, nel nostro videoincontro con Zerocalcare:
