“Portare all’Ariston un messaggio del genere sarebbe un grande riscatto sociale, per me e per un territorio intero”. Manuele Mariano, rapper, in arte Welo, non usa mezze parole spiegandoci, nella nostra videointervista, che il suo pezzo Emigrato portato a Sanremo Giovani dovrebbero ascoltarlo in tanti. E in tanti lo faranno domani, domenica 14 dicembre, nel corso di Sarà Sanremo, la finalissima del contest che potrebbe portarlo proprio proprio sul palco dell’Ariston tra le Nuove Proposte di Sanremo 2026.
Ne usciranno due dalla serata di domani, altre due sono già state selezionate da Area Sanremo, e sono Mazzariello e il trio Soniko, Blind & El Mda, come ufficializzato oggi nel corso della conferenza stampa di Sarà Sanremo da Carlo Conti che ha parlato anche di Sanremo 2026 (Video).
Nato a Lecce, classe 1999, Welo è una delle voci più autentiche e destabilizzante della nuova scena urban italiana. Cresciuto in Salento, in un contesto dove la musica è sempre stata rifugio ed espressione di identità, si avvicina giovanissimo al rap fondando nel 2017 il collettivo 23.7. Dopo 5 anni decide di proseguire da solo, ed escono Pass e a seguire altri singoli come Malessere: la sua musica è sempre più cronaca sociale, specchio di una generazione che si muove tra precarietà e voglia di riscatto. Torna poi a fare musica insieme, per esempio con Enzo Dong e Mikush nel suo primo Ep WELO WE 23 e come con Guè lo scorso maggio in MY BOO. Nei suoi videoclip coinvolge spesso ragazzi dei quartieri popolari, dando spazio a persone e storie per lo più ignorate, un racconto che si fa megafono di una comunità. La nostra videointervista a Welo:
