Videointervista a Pippo Baudo, 83 candeline e 60 anni di carriera

Doppia festa per Pippo Baudo che venerdì 7 giugno, spegne 83 candeline e celebra pure i sessant’anni di carriera con Buon Compleanno Pippo, uno show con tanti ospiti, da Fiorello a Jovanotti, da Al Bano e Romina a Gigi D’Alessio, da Giorgia a Laura Pausini, da Michelle Hunziker a Lorella Cuccarini, da Giancarlo Magalli a Tullio Solenghi e Massimo Lopez, nel corso del quale si ripercorrerà un po’ tutta la sua carriera assieme a molti artisti che proprio a lui devono il loro successo, con le scenografie di Gaetano Castelli e l’orchestra diretta dal Maestro Bruno Biriaco. La presentazione di Buon Compleanno Pippo giovedì mattina a Viale Mazzini (qui il video della conferenza stampa) dove Pippo Baudo ha voluto ricordare il suo grande amico Pippo Caruso con il quale ha condiviso tante trasmissioni, prima di tagliare la grande torta (qui il video) e concedersi generosamente a foto e selfie. Una passione quella di Pippo Baudo per il mondo dello spettacolo che lo ha rapito sin da ragazzino nella sua Militello, in Val di Catania: per la musica, per la recitazione, per la radio e per la televisione. Conduttore, paroliere, compositore, talent scout, presentatore, attore, padrone di casa di programmi come Settevoci, Canzonissima, Domenica in, Fantastico, Serata d’onore, Novecento – il suo preferito – e il Festival di Sanremo condotto per ben 13 volte, un record. Tanta radio, sempre Radio Rai,  tra gli anni sessanta e ottanta, con Applausi, Caccia alla voce, Juke Box, Riusciranno gli ascoltatori a seguire questo nostro programma senza addormentarsi prima della fine?, Baudo… settete, Questa è l’arena: qui è nata Maria Callas. Il successo sul piccolo schermo, un colpo di fortuna, ma forse prima o poi sarebbe accaduto comunque: Pippo Baudo aveva già condotto qualche show ma aveva anche registrato la puntata zero di Settevoci, il primo talent della storia della televisione che la Rai aveva però definito “intrasmissibile”. Il 6 febbraio del 1966 non arriva la bobina del telefilm Rin Tin Tin e Settevoci va in onda a tappare il buco: il successo è strabiliante e probabilmente la spinta iniziale della sua lunghissima carriera. Fedelissimo alla Rai, anche se qualcosina in Mediaset l’ha fatta, persino un’esperienza con Le Iene su Italia1, Pippo Baudo vorrebbe fare ancora qualcosa, come un programma sulla storia del nostro paese dal 2000 ad oggi, e forse ci riuscirà. Intanto si gode la sua felicità e nella nostra videointervista ci assicura di essere soddisfatto e sereno, ricordando qualche aneddoto degli inizia della sua carriera e sottolineando che talento e occasione sono utilissimi al successo, ma senza la cultura nulla si può fare. Ecco allora la nostra videointervista a Pippo Baudo