El Nido: videointervista a Blu Yoshimi

Sara è stata infettata da uno strano morbo, di quelli che possono farti diventare pericolosa. Sara è giovane, è una ragazza forse un po’ problematica, ma con tanta energia e voglia di vivere. Si ritrova improvvisamente in una sorta di rifugio dove non è consentito nessun contatto con l’esterno. Ma non è sola. Con lei c’è uno sconosciuto di nome Ivan, un uomo che si professa un volontario e che, dice, vuole solo salvarle la vita, mentre dovrebbe ucciderla. Sara inizialmente non si fida, ma alla fine probabilmente capisce che non può fare nient’altro… Sara è interpretata da Blu Yoshimi e il film che la vede protagonista accanto a Luciano Cáceres si intitola El Nido ed è diretto da Mattia Temponi al suo primo lungometraggio.

Il mio obiettivo è comporre un racconto emotivo, che metta il pubblico nei panni della vittima, lo manipoli, lo faccia empatizzare con lei mostrando quanto è facile cadere in una trappola emotiva – rivela il regista – Un racconto che si giochi soprattutto sulla tensione psicologica, la suspance, il non mostrato, l’inquietudine per qualcosa che sai che sta per accadere, e che utilizzi la violenza più grafica come rapidi flash di contrappunto allo spartito principale. El Nido è come una fiaba horror moderna, che usa un genere popolare e folkorico per narrare qualcosa di profondo sull’animo umano. In questo caso, il potere delle prigioni mentali e della tossicità di alcuni rapporti donna/uomo. Perché cos’è El Nido se non la storia di un abuso? Non sessuale, ma psicologico, manipolatorio e coercitivo. Dove il rifugio in realtà è una prigione. Il salvatore: un aguzzino. Il mostro: la vittima”.

Il film, che arriva lunedì 20 giugno su Sky PrimaFila, Rakuten, Chili, Google Play, Amazon, Apple TV, è decisamente claustrofobico che ci riporta irrimediabimente alla memoria, peraltro a breve termine, una pandemia che ci ha costretti tutti alla solitudine e all’isolamento. Ecco, il quadro che esce da El Nido è forse l’incubo in cui negli ultimi due anni abbiamo temuto di sprofondare per davvero. Ma soprattutto ciò che accade a Sara è in un certo senso una metafora di ciò che può accadere dentro di noi e tra noi e gli altri. E non è facile distinguere il mostro dal salvatore, la verità dalla menzogna, la forza dalla debolezza umana.

Blu Yoshimi, che al cinema è approdata nel 2008 con Nanni Moretti in Caos Calmo e che presto rivedremo nel nuovo film del regista romano Il Sol dell’avvenire, è molto brava a stare al passo con le repentine svolte di Sara, con i suoi sbalzi di umore, con il suo passare dall’aggressività alla sottomissione volontaria in una sorta di sindrome di Stoccolma, a starle dietro psicologicamente ma anche fisicamente, il che ha richiesto un grande doppio impegno. Ne abbiamo parlato direttamente con lei, ecco la nostra videointervista a Blu Yoshimi: