VerticalMovie 2025 tra giraffe, schermi verticali e tante voci: videointervista a Salvatore Marino

di Patrizia Simonetti

C’è chi guarda il mondo da un oblò e chi da uno smartphone, e se il primo lo vede tondo, non c’è dubbio che l’altro lo percepisca in verticale. E allora perché non raccontare storie in verticale? Salvatore Marino lo fa da 8 anni, tanti ne ha infatti la sua creatura che oggi dunque si chiama proprio VerticalMovie 2025, che è, a tutti gli effetti, il primo festival internazionale di audiovisivi in formato verticale.

Tantissimi i cortometraggi che arrivano da tutto il mondo ad ogni edizione, e la scelta non è mai semplice perché va bene il formato, ma anche il contenuto deve avere il suo peso e il suo valore. E allora ecco le sezioni in cui le opere in concorso al VerticalMovie 2025 sono state suddivise: Vertical Green (ecologia, sostenibilità, energie rinnovabili, rispetto per l’ambiente), VerticalVoices (diritti umani, uguaglianza di genere, comunità LGBTQ+, minoranze etniche, disabilità, fragilità sociali), Vertical Song (videoclip di canzoni), Vertical AI (realizzate esclusivamente con l’ausilio dell’intelligenza artificiale) e Vertical Open (tema libero). A visionarle e giudicarle, una giuria di esperti presieduta da Silvia Scola, regista, scrittrice, sceneggiatrice, nonché figlia del grande Ettore.

VerticalVoices la categoria cui Salvatore Marino tiene di più, quella nuova, quella che “dà voce a chi voce non ha…” dice. Perché il VerticalMovie 2025,organizzato e prodotto da Cinelook APS, è un festival che ripudia la guerra, che unisce, che parla a tutti e a tutti dà voce, sempre attento ai nuovi talenti da scoprire cui dare spazio e visibilità, e fedele negli anni al green e alla sostenibilità, temi al centro delle storie narrate dai cortometraggi che arrivano da tutto il mondo rigorosamente in 9/16, stesso formato del grande schermo creato ad hoc su cui vengono proiettati durante la giornata del Festival. E a proposito di green, ecco l’altra novità di questa ottava edizione: i premi sono delle Giraffe verticali e biodegradabili, ci racconta il direttore artistico nella nostra videointervista. E poi la retrospettiva, per celebrare la grande soddisfazione per ciò che il VerticalMovie è stato, è, e sarà. E il supporto delle Istituzioni: il Festival gode infatti del sostegno del Comune di Roma attraverso Zetema e del patrocinio della Città Metroplitana di Roma Capitale.

“Dovremmo riflettere, insieme a Salvatore Marino, su come innescare nuove metodologie che vadano a scardinare certi meccanismi – ha detto in conferenza stampa  la consigliera Tiziana BiolghiniSiamo una città meticcia, ma ci sono culture diverse che non comunicano tra loro. Un vento di guerra ci attraversa, le nuove generazioni non hanno strumenti, non hanno un mondo da cambiare: oggi tanti giovani non sanno cos’è la giustizia sociale. Il bullismo sta crescendo laddove non c’è una comunità educante, dove non c’è una relazione tra la famiglia e la scuola né un progetto di vita condiviso. Il VerticalMovie si innesca in questo contesto in una maniera diversa, e può essere uno strumento che noi possiamo utilizzare anche per disarmare questa pistola che è il cellulare, che a volte diventa un mezzo di violenza inaudita”. 

A fronte di un lavoro durato diversi mesi, il VerticalMovie 2025 si concentra tutto in una giornata, quella di sabato 4 ottobre alla Casa de Cinema di Roma: nel pomeriggio diversi incontri con alcuni protagonisti del cinema, come Edoardo Pesce, e la giovane regista Valentina Mancuso, e un dibattito dedicato all’AI con la stessa consigliera Biolghini, l’assessore alla cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio, l’AD di Lazio Film Commission Lorenza Lei e il produttore cinematografico Claudio Bucci. Dalle 21 prenderà il via la cerimonia di premiazione dei vincitori di ogni sezione, oltre a quelli per la miglior regia, miglior sceneggiatura, migliore fotografia, miglior montaggio, migliore colonna sonora originale, miglior soggetto. E il vincitore assoluto per la miglior opera VerticalMovie Festival. La serata sarà condotta da Salvatore Marino e Alex Elton. La nostra videointervista a Salvatore Marino: 




Le Foto sono di Angelo Costanzo