Arriva fuori concorso a Venezia 82 La valle dei sorrisi, horror diretto da Paolo Strippoli, già applaudito per Piove, una co-produzione Italia e Slovenia Fandango, Vision Distribution e Nightswim con Spok che arriverà al cinema il 17 settembre. Protagonista, Michele Riondino che, dopo Venezia, porterà il film al Lucca Film Festival al via il 20 settembre dove terrà anche una masterclass e riceverà il Golden Panther Award.
La valle dei sorrisi è ambientato a Remis, paesino nascosto in una vallata isolata tra le montagne dove i suoi abitanti sono tutti insolitamente felici. Sembra quindi la destinazione perfetta per il nuovo insegnante di educazione fisica, Sergio Rossetti, interpretato appunto da Michele Riondino, tormentato da un passato misterioso. Grazie all’incontro con Michela, giovane proprietaria della locanda del paese interpretata da Romana Maggiora Vergano, il professore scopre però che dietro questa apparente serenità, si cela un inquietante rituale: una notte a settimana, gli abitanti si radunano per abbracciare Matteo Corbin, un adolescente capace di assorbire il dolore degli altri, cui dà vita Giulio Feltri. Il tentativo di Sergio di salvare il giovane risveglierà il lato più oscuro di colui che tutti chiamano l’angelo di Remis.
“La valle dei sorrisi nasce dal desiderio di esplorare l’horror non come semplice dispositivo di tensione, ma come spazio simbolico per raccontare la fragilità dell’identità e il bisogno disperato di appartenenza – spiega il regista pugliese – In una comunità apparentemente idilliaca, dove il dolore è bandito e la serenità è una religione, si consuma il percorso di Matteo: adolescente queer, corpo sacrificale e, al tempo stesso, entità redentrice. Il film è un’indagine sulla crescita come mutazione profonda, ma anche sulla paternità come forma ambigua di protezione, controllo e rispecchiamento. Le figure paterne, biologiche, surrogate, spirituali, si alternano nel tentativo di colmare un vuoto. Lontano dagli archetipi del coming of age canonico, questo racconto mette in scena la formazione come perdita dell’innocenza e come atto di resistenza. È un film sull’amore che cura, ma a caro prezzo. Sull’importanza del dolore nelle nostre vite. E su chi ha il coraggio di non sorridere”. Il videoincontro a Venezia 82 con Michele Riondino, Romana Maggiora Vergano, Giulio Feltri e Paolo Strippoli:

