Vasco Brondi torna con ‘Paesaggio dopo la battaglia’ e un tour estivo

Un disco di racconti per voce e cori, per orchestra e sintetizzatori. In ogni canzone c’è qualcuno che ricerca fiduciosamente anche in tempi difficili, tra le leggi della città e quelle dell’universo. Dopo la battaglia c’è una pace incerta, piena di ferite o piena di sollievo. C’è qualcuno che chiama un nome tra le macerie, qualcuno che risponde”. Vasco Brondi descrive così il suo nuovo disco suggestivamente intitolato Paesaggio dopo la battaglia, il quinto della sua carriera artistica ma il primo che firma con il suo vero nome e non come Le luci della centrale elettrica. Dentro dieci canzoni realizzate tra Ferrara, Milano e New York, a raccontare la nuova visione del mondo del cantautore, musicista e scrittore veronese, autoprodotto da Cara Catastrofe e distribuito da Sony Music.

Nel lavorare a questo disco mi sono rapportato con l’idea di non dover per forza stupire e con la volontà di essere autentico – spiega ancora Vasco Brondiallo stesso tempo ho voluto far evolvere il mio lavoro coinvolgendo più persone possibili, amici e musicisti. Paesaggio dopo la battaglia è una ricerca fiduciosa che crede nel cambiamento e nella trasformazione, una via per affrontare il periodo particolare che stiamo vivendo, un cortocircuito tra atmosfere diverse e un insieme di battaglie, intime e universali, tenute insieme da una voce narrante accompagnata da strumenti fantasma: un’orchestra di fiati, un pianoforte, un coro gospel e vari sintetizzatori”. La copertina dell’album è uno scatto inedito del fotografo emiliano Luigi Ghirri, omaggio alla figura e all’opera del grande artista italiano, filosofo del silenzio.

26000 giorni è il brano dalle liriche sognanti che apre il disco e ci accompagna nella dimensione evocativa e incalzante di Ci abbracciamo, un vero e proprio inno di buon auspicio per questa nuova primavera nata però prima della pandemia e in tempi non sospetti. Poi arrivano le sonorità da ballo sotto le bombe di Paesaggio dopo la battaglia, Adriatico e della traccia di chiusura Il sentiero degli dei a creare un inaspettato contrasto con le fragilità di Città Aperta, Mezza Nuda e Due animali in una stanza; e poi Luna crescente, brano di ricerche e consapevolezze a precedere le perdite e le conquiste di Chitarra Nera.

Due videoclip d’autore accompagnano altrettanti brani dell’album: Chitarra nera con Elio Germano e la regia di Daniele Vicari e Ci abbracciamo  dove lo stesso Vasco Brondi compare per la prima volta in un videoclip, con un cameo di Stefano Accorsi e i due danzatori di Polka chinata Gianmaria Borzillo e Giovanfrancesco Giannini, diretto da Giorgio Testi. In Paesaggio dopo la battaglia suonano musicisti di importanza internazionale, da Mauro Refosco (Red Hot Chili Peppers, David Byrne) a Paul Frazier (David Byrne) e Enrico Gabrielli e Alessandro “Asso” Stefana (PJ Harvey, Vinicio Capossela, Mike Patton). Nella prima tiratura limitata il CD è accompagnato dal libro Note a margine e macerie, un diario on the road di viaggi e ricordi tra Milano e Ferrara, l’India e Lampedusa e di paesi disabitati dell’Italia interna.

Dal lunedì 10 maggio Vasco Brondi sarà protagonista di una serie di incontri presso le Università di Milano, Napoli, Siena, Trento e Bologna, con antropologi, filosofi, filologi, psicologi e scrittori durante i quali racconterà il suo disco e ne svelerà retroscena e origini. Il Tour musicale partirà invece il 28 giugno dall’Estate Sforzesca di Milano. Ecco come Vasco Brondi ha parlato del suo Paesaggio dopo la battaglia:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ph Max Cardelli