Uno sbirro in Appennino: videointerviste a Claudio Bisio, Chiara Celotto, Elisa Di Eusanio, Michele Savoia

di Patrizia Simonetti

Il Commissario Vasco Benassi è il migliore. Lo sanno tutti. Lo sa anche Amaranta Palomba, giovane poliziotta partenopea che sogna di diventare Questore di Napoli. Per questo lo ha raggiunto a Muntagò, sull’Appennino bolognese, per imparare da lui. E lui non si nega al ruolo di mentore, ma tra loro nascerà anche un rapporto molto paterno. Uno sbirro in Appennino è il titolo della serie, dal 7 aprile in anteprima con i primi due episodi su RaiPlay e dal 9 aprile in prima serata su Rai 1, che vede protagonista Claudio Bisio, affiancato da un  cast molto azzeccato che vede nel ruolo di Amaranta una Chiara Celotto sempre più a fuoco.

Vasco Benassi è un uomo fuggito dalla sua terra dopo un  grande lutto, ma che lontano da lì è riuscito a costruirsi più o meno una vita, ma soprattutto è diventato qualcuno nel suo campo, uno sbirro, appunto, capace e dotato di un grande fiuto investigativo che lo porta a risolvere i casi più difficili. Poi ha commesso un errore e per questo è stato trasferito nel paese dove è nato e cresciuto e dove quasi nulla è cambiato. Insomma, a Muntagò non ci è tornato di sua volontà, ce lo hanno mandato… 

E appena arriva, ritrova il suo amore di gioventù, Nicol Poli, interpretata da Valentina Lodovini, ora sindaco di Bologna e con un figlio, Magico (Lorenzo Minutillo), che le dà qualche problema. Anche Gaetana, cugina di Vasco e poliziotta pure lei, ha lo stesso problema con il suo Macchio (Jacopo Dei), come madre non è proprio perfetta ed è un po’ come il suo territorio, anzi, lo rappresenta, parola di Elisa Di Eusanio che la interpreta.

La sua è una squadra tosta: oltre ad Amaranta e a Gaetana, al suo fianco c’è anche il fidato Fosco (Michele Savoia), detto Foscolo per la sua perenne malinconia: anche con lui ha un approccio da padre, conosce le sue debolezze ma invece di infierire, lo aiuta e lo protegge. Così, mentre danno la caccia ai cattivi, i quattro si scambiano pezzi di vita, ricordi, si sostengono a vicenda. Il commissario Benassi risolverà brillantemente caso su caso e dopo aver superato qualche pregiudizio iniziale, itroverà nel suo piccolo mondo nuovi stimoli e nuovi legami. Nel cast anche Ivan Zerbinati, Selvaggia Quattrini, Stefano Abbati e Antonio Gerardi. 

“La mia regia ha cercato di rispettare i miei due protagonisti allo stesso modo, lo sbirro e l’Appennino, l’uomo e lo scenario naturale – dice Renato De MariaTrattandosi di un poliziesco con momenti comedy è chiaro che intorno a Claudio andava costruita una squadra di attori bravi, empatici, con i tempi naturali per competere con lui. Sono molto orgoglioso del cast: in ogni ruolo c’è un attore credibile e un personaggio forte, vero, umano. Di Claudio  ho cercato di sfruttare e possibilmente ampliare le doti di attore empatico, sincero, emotivo, imprevedibile e un po’ folle. Ho usato il carisma e la sapienza recitativa costruita in anni di cinema, tv e palcoscenico per ridefinire in chiave pop una figura atipica di poliziotto. Poliziotto sì, ma alla nostra maniera”. 

La sceneggiatura di Uno sbirro in Appennino è di Fabio Bonifacci con cui Claudio Bisio sta lavorando alla sua seconda regia dopo il successo de L’ultima volta che siamo stati bambini . Le musiche sono di Pivio e De Scalzi, la produzione di Picomedia. Le nostre videointerviste a Claudio Bisio, Chiara Celotto, Elisa Di Eusanio, Michele Savoia, Lorenzo Minutello e Jacopo Dei: