TV, cinema e gaming: il nuovo spettacolo nasce dalla contaminazione

di Redazione

Tra film, serie, videogiochi e quiz show. L’intrattenimento oggi è un unico universo narrativo che vive di interazione e community.

Per anni televisione, cinema e videogiochi hanno rappresentato mondi separati, con linguaggi, pubblici e logiche produttive differenti. Oggi questa distinzione non esiste più. O almeno appare sempre più debole. L’intrattenimento contemporaneo si muove infatti come un universo unico, in cui storie, format e community si influenzano reciprocamente.

Lo abbiamo chiesto alla redazione di SlotMania, voce autorevole nel panorama del gioco online italiano, che ci ha spiegato cosa sta cambiando nel settore: “Non esistono più barriere nette tra TV, cinema e gaming. Il pubblico si sposta da un medium all’altro con naturalezza, cercando esperienze sempre più immersive e partecipative”, commenta Chiara Fabiane, content writer del sito. Uno degli esempi più evidenti è il successo delle trasposizioni videoludiche: The Last of Us, serie televisiva del 2023 con Pedro Pascal e Bella Ramsey, ha dimostrato come un videogioco possa diventare una fiction drammatica di altissimo livello, mantenendo profondità narrativa e impatto emotivo. Allo stesso modo Arcane, tratto da League of Legends, ha alzato l’asticella dell’animazione televisiva, conquistando anche spettatori che non appartengono al pubblico gaming.

Oggi il videogioco è già una forma narrativa completa, spesso più vicina a una serie TV che a un passatempo tradizionale – osserva ancora Fabiane – che contaminandosi riesce ad arrivare a utenti che non si sarebbero mai avvicinati a quell’ambiente”. Una parabola che sta seguendo anche il cinema: film come Ready Player One hanno portato sul grande schermo l’immaginario videoludico, mentre produzioni come The Super Mario Bros. Movie hanno confermato la forza commerciale dei franchise gaming. “Il cinema moderno ragiona per universi espansi, esattamente come il gaming. Non racconta più solo storie singole, ma mondi interconnessi. E sul fronte videoludico, invece, la componente cinematografica è sempre più centrale. Basti pensare a Red Dead Redemption 2 o Cyberpunk 2077, che puntano su regia, recitazione digitale e sceneggiatura di livello cinematografico, spesso con il coinvolgimento di attori come Keanu Reeves”, sottolinea Fabiane. Il confine tra giocare e guardare si è quasi dissolto, insomma, dal momento che molti videogiochi oggi si vivono come serie interattive in cui il giocatore è parte della narrazione.

Anche la televisione tradizionale mostra un’evoluzione interessante e partecipa a questo cambiamento. I quiz show come Chi vuol essere milionario? o Jeopardy! hanno introdotto meccaniche tipiche del gaming: livelli di difficoltà, progressione, premi e tensione crescente. Elementi che oggi ritroviamo anche nei videogiochi più competitivi. “Molti format televisivi hanno anticipato il linguaggio del gaming senza rendersene conto. La struttura a sfide e ricompense è identica a quella dei videogiochi moderni. E accanto ai quiz, anche reality e talent show come The Voice o Grande Fratello hanno costruito community attive, dove il pubblico vota, commenta e partecipa. Insomma gioca. Una dinamica oggi amplificata dalle piattaforme streaming e dai social”, ci spiega Davide Luciani, caporedattore di SlotMania

Il gaming sta cambiando e sta cambiando il modo di intrattenere il pubblico. Così i videogiochi stanno diventando sempre di più eventi globali come i concerti virtuali ospitati su Fortnite, dove milioni di utenti hanno vissuto esperienze collettive in tempo reale. “Siamo dentro un’unica grande narrazione digitale. Una narrazione dove cinema, TV e gaming non sono più mondi separati ma capitoli diversi della stessa esperienza culturale”, conclude Luciani.