Tre ciotole, videointervista a Sofia D’Elia: il cambiamento è il frutto di un destino che ci vuole bene

di Patrizia Simonetti

Arriva sul grande schermo Tre ciotole, il film diretto da Isabel Coixet tratto dall’ultimo, iconico romanzo di Michela Murgia: sarà presentato in anteprima l’8 settembre al Toronto International Film Festival al via oggi nella città canadese, per arrivare in sala il 9 ottobre. Nel cast, a fianco di Alba Rohrwacher e Elio Germano, c’è anche Sofia D’Elia.

Ritroviamo con piacere a Roma la giovane attrice pugliese dopo averla incontrata al Festival del Cinema di Spello e dei Borghi Umbri dove ha ricoperto con professionalità e leggerezza il ruolo di co-conduttrice a fianco di Alessandro Alicata. Solare, spigliata, con le idee ben chiare, non schiva mai una domanda e ha sempre la risposta pronta, forte delle sue convinzioni. A soli 19 anni, Sofia D’Elia vanta già una carriera di tutto rispetto e un’apprezzabile collezione di riconoscimenti: l’anno scorso ha dato vita ad un’adolescente Alda Merini nella serie Folle d’amore di Roberto Faenza, ancora prima ha vinto il premio come migliore attrice protagonista per il cortometraggio Tutù di Lorenzo Tiberia dove ha magistralmente interpretato una giovane ballerina classica in lotta contro i suoi disturbi alimentari.

Il cibo è anche una delle chiavi di Tre ciotole, come si evince anche dal titolo: Marta e Antonio litigano e si lasciano. Lei smette di mangiare, lui fa del cibo la sua ancora di salvezza, del resto è uno chef… Marta scoprirà poi che quella mancanza di appetito ha cause molto serie e allora cambierà tutto, per entrambi. “Essere diretta da Isabel Coixet è stato un grande onore e condividere il set con Alba Rohrwacher e Elio Germano un enorme privilegio – ci racconta Sofia nella nostra videointervista – sono stati due maestri per me in ogni scena, con Alba poi si è instaurato subito un legame fortissimo”.

Un film intenso che scava nei sentimenti e nelle emozioni, sui cambiamenti non voluti e su come cerchiamo di affrontarli, dove Sofia interpreta Giulia, una studentessa di Marta che frequenta il terzo anno, fragile e taciturna: “Giulia è una ragazza con delle sfumature emotive molto particolari – ci rivela – La cosa che più amo di questo lavoro è il modo in cui un attore riesce anche ad entrare in simbiosi con il proprio personaggio e a capire il perché di determinati comportamenti. Il cambiamento è il frutto di un destino che ci vuole bene”. Per Giulia, nonostante i suoi problemi, Marta diventa un importante punto di riferimento. Per Sofia la sua Marta è senza alcun dubbio Sabrina, sua madre, ovvero “l’unica persona che ha sempre creduto in me – ci confida – ma soprattutto mi ha ricordato il valore dell’amore nei confronti della vita e del lavoro”. Un legame che non si allenta neanche ora che ha lasciato la sua Bari per venire a vivere a Roma: “sono una giovane donna che sta cercando di comprendere il valore dell’indipendenza”.

Tra le sue passioni, oltre alla recitazione che studia da quando aveva 9 anni, c’è anche la musica che “riesce a trasformare i pensieri in armonie” dice, così come il canto lirico e leggero che ha cominciato a studiare sempre da bambina e ce ne darà prova in uno dei suoi prossimi film. Con lei abbiamo quindi parlato di Tre ciotole, di cambiamenti, di cibo, di cultura, di amore materno e di indipendenza. La nostra videointervista a Sofia D’Elia:




Le Foto sono di Angelo Costanzo