Toy Story 5, tra fantasia e tecnologia: videoincontro con le voci italiane

di Patrizia Simonetti

E sì che è sempre più difficile imbattersi in bambini che giocano con giocattoli veri, come pupazzi, robottini, bambole e peluche, andando di fantasia ad inventare storie, possibilmente in compagnia di altri bambini pieni di immaginazione come loro. Mentre è sempre più facile incontrare bimbi incollati ai piccoli schermi di telefonini e aggeggi vari, dipendendo totalmente da chat appositamente create per loro. Tema banale? Attuale, direi, e poi difficilmente un film Disney e Pixar potrebbe definirsi tale. Ecco allora che il ritorno della saga dedicata ai giocattoli più vivi che mai sceglie di parlare proprio dell’argomento di cui sopra con Toy Story 5 che, in realtà, non avrebbe potuto fare altrimenti, se non ignorando la realtà. 

Bambina dopo bambina, generazione dopo generazione – che i giocattoli veri sono più resistenti e fedeli negli anni e nei decenni di quelli tecnologici che se non ne cambi uno ogni 365 giorni sei un fallito – eccoci a Bonnie, una ragazzina piena di fantasia e voglia di sperimentare il gioco in tutte le sue forme più creative e aperte al mondo dell’immaginazione. Ma è una perla rara e la solitudine si fa sentire. Bonnie, dunque, si adegua, o almeno ci prova: i genitori le comprano un tablet per bambini di nome Lilypad e lei entra in contatto con alcune coetanee che però hanno già i modi della maggior parte delle adolescenti di oggi, incluso il vestiamo tutte uguali, facciamo tutte le stesse cose, restiamo in contatto via chat e basta con i giocattoli per bambini.

E i giocattoli? Come la prendono questa situazione? Certo non sono felici di essere rinchiusi in grandi scatoloni e riposti in garage mentre la loro Bonnie se la spassa con uno piccolo schermo parlante. La più combattiva di tutti è Jessie, la cowgirl più energica e risoluta della storia, coadiuvata da Buzz Lightyear che se ne scopre persino innamorato, e da Woody, che torna appositamente da un posto apparentemente lontano – ma facilmente raggiungibile da un walkie talkie – dove si dedica ai giocattoli perduti e abbandonati, e da tutto il resto della banda, inclusi Forky, il cavallo Bullseye, Duke Caboon, Dolly, Trixie, Mr e Mrs Potato…

Non hanno solo paura di essere dimenticati e abbandonati, ma sono preoccupati per la felicità della loro bambina. Hanno, insomma, molta più anima di tanti esseri umani. Toy Story 5 è un film molto divertente, e al tempo stesso, come si dice pure troppo in questi casi, che fa riflettere. Su cosa? Sul cambiamento che certo è inevitabile, sul progresso, sull’avvento della tecnologia, ma soprattutto su quanto tutto questo dovrebbe essere a misura di uomo e, soprattutto, di bambino.

Poi ci sono i sentimenti: l’amicizia, il coraggio, la generosità, l’altruismo, l’amore… E ci sono le voci italiane che arricchiscono il tutto, da quelle storiche di Massimo Dapporto per Buzz Lightyear e di Ilaria Stagni per Jessie, a quelle più recenti come la voce di Angelo Maggi per Woody, doppiato fino a Toy Story 3 dal compianto Fabrizio Frizzi, e quelle più nuove e occasionali, che si chiamano talent: Federico Basso è Smarty Pants, Gianluca Gazzoli dà voce a Bullseye in un momento di gioco, Sal Da Vinci, reduce da Sanremo e Eurovision qui fa spiccicare due frasi a Pizza cu ‘e llente (un trancio di pizza giocattolo con gli occhiali), fino a Katia Follesa, coprotagonista assoluta nel ruolo vocale di LilyPad.

Il nostro videoincontro con Ilaria Stagni, Katia Follesa, Federico Basso, Gianluca Gazzoli, Sal da Vinci all’anteprima di Toy Story 5 al cinema da domani, giovedì 18 giugno, diretto da Andrew Stanton, codiretto da Kenna Harris, prodotto da Lindsey Collins, con il brano originale I Knew It, I Knew You di Taylor Swift e la colonna sonora originale di Randy Newman al suo quinto film della saga animata: 




Le Foto sono di Angelo Costanzo