Teo Teocoli: io Forever Young? Sono forever e basta, resto giovane perché amo il mio lavoro. La nostra videointervista

Nato a Taranto ma milanese d’adozione avendo vissuto nel capoluogo lombardo dall’età di 5 anni, tifoso del Milan, classe 1945, Teo Teocoli inizia la sua carriera nel mondo dello spettacolo come cantante, poi passa al cabaret, al teatro e alla TV. Cinema meno, e soprattutto non negli ultimissimi anni. A riportarlo sul grande schermo è Fausto Brizzi in Forever Young, in sala da giovedì 10 marzo, un titolo che sembra definirlo alla perfezione visto il fisico asciutto e curato e lo spirito a dir poco allegro, anche se in realtà la pellicola è ironica e sarcastica. Il suo ruolo è quello di Franco, avvocato in pensione fissato con il cibo sano e l’attività sportiva, maratona soprattutto, che non si arrende neanche quando ha il classico coccolone.
“Io sono il più vecchio della compagnia – ci dice Teocoli riferendosi al resto del cast in cui troviamo Sabrina Ferilli, Fabrizio Bentivoglio, Lorenza Indovina, Lillo, Stefano Fresi, Claudia Zanella – ho 71 anni, e la mia vita l’ho vissuta normalmente anche se il mio lavoro mi mantiene giovane, perché per essere e sentirsi giovani bisogna anche fare un lavoro che ti piace molto. Noi attori abbiamo tante pene ma siamo felici del lavoro che facciamo”.
Quindi si definirebbe un forever young?
“A settantuno anni io sono forever e basta, non mi scalfisce nulla. Ho i miei pensieri, la mia famiglia da curare, tre figlie femmine, l’unico punto un po’ dolente è che non puoi essere sempre spensierato e fare quello che vuoi, ma io vado ancora in giro per i teatri, faccio il mio lavoro, mi mantengo magro e fisicamente bene per una questione di salute e basta. Se penso che ho vissuto tante epoche, sessanta, settanta, tutte le ho vissute… E poi non è uno scandalo dire forever young, tutti dovrebbero cercare di mantenersi giovani, magari senza esagerare. Viva i forever young!”
Sì ma con le nuove tecnologie come se la cava?
“Io ho un telefonino preso con i punti della Esselunga e le mie figlie quando schiaccio i tasti che suonano ridono, ma a me il telefono serve per chiamare e per rispondere, stop. Mia moglie invece ha la chat, dà il biglietto sul treno con il telefonino che quando l’ho vista sono caduto per terra. Adesso per entrare nei cinema o nei parcheggi ci sono tutti questi aggeggi che io non conosco, io invece sto sempre con e mani in tasca a cercare la moneta, che però è una cosa che mi piace ancora tantissimo”.
Il cinema non l’ha mai conquistata?
“Non ho fatto il cinema perché mi rompeva le palle alzarmi alle 6 del mattino, basta, non c’è un’altra ragione, la mia libertà è stata assoluta per tutta la vita e l’ho anche pagata cara, tante cose non ho più potuto farle perché magari rispondevo male a qualcuno: la prima volta che ho visto Berlusconi gli ho detto ‘lei faccia il geometra che l’artista lo faccio io’ e lui mi cacciò di casa”.
Adesso però è nel film di Brizzi…
“Infatti Brizzi mi diceva: ma perché non hai fatto 30 film? Perché non hanno fiducia in me, magari sono scorretto in certe cose, mi incavolo, però sono sempre stato coerente. Adesso a settantuno anni mi sembra di essere normale, tranquillo, giovanile, faccio tutto quello che posso per migliorare la vita mia e della mia famiglia”.
Il resto glielo abbiamo chiesto in video, ecco dunque la nostra vivace videointervista a Teo Teocoli:

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