Strike è un film intelligente, divertente e importante. Strike Figli di un’era sbagliata il titolo esteso, e se già vi state facendo l’idea di un film su giovani senza speranza che si lasciano andare alla deriva perché è tutta colpa degli altri e del mondo, vi state sbagliando di grosso. Certo, il mondo c’entra eccome, ma c’è dell’altro. C’è il popolo del SerD, per esempio… Il film nasce un po’ a scuola e un po’ a teatro, perché i tre giovani registi/attori erano compagni di classe e da allora non si sono più separati. Perché questo fanno gli amici veri. Poi, a volte, gli amici veri prendono anche la stessa strada come in questo caso, e la loro strada è quella dell’arte e del cinema. Prima però questa storia l’hanno portata a teatro perché nel frattempo avevano già preso la via del palcoscenico, sempre insieme, condividendo un mentore di nome Massimiliano Bruno. Ed è stato proprio lui a convincerli che quello spettacolo non era niente male, perché lui stesso sarebbe stato a guardarli per ore… Oggi Strike arriva al cinema con tutta l’esperienza e l’entusiasmo di Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico che ne sono i protagonisti e i registi, e non potrebbe essere stato altrimenti.
Tutto gira attorno e dentro un SerD, una di quelle strutture pubbliche addette a curare le più disparate dipendenze patologiche, raccogliendo quindi personaggi di ogni tipo a dar vita a quello che potremmo chiamare il variopinto ed eterogeneo popolo del SerD. Pietro (Giovanni Nasta) è stato beccato più volte in possesso di marijuana e ora deve frequentare il centro finché non avrà dimostrato di non volerne più. Nel frattempo sogna di scappare con la sua ex (Beatrice Fiorentini) e sopporta l’accollo di Gaia Petrulli (Pilar Fogliati) che ama presentarsi a tutti come la sua migliior amica. Tiziano (Diego Tricarico) è dipendente dal crack, o almeno così racconta lui, e non fa che chiedere alla dottoressa Marzioni (Matilde Gioli) qualche farmaco che lo faccia sentire meglio: in realtà Tiziano ha un segreto e in qualche modo copre e aiuta qualcuno a cui vuole molto bene, ma questo lo lasciamo scoprire a voi nel corso del film. Ha pure una compagna (Kyshan Wilson) che lo sostiene in tutto e per tutto offrendole tutto l’amore possibile. Dante (Gabriele Berti) in realtà frequenta il SerD perché sta facendo tirocinio come psicologo, ma anche lui ha la sua dipendenza e soprattutto un padre ingombrante che lo considera una nullità, personaggio affidato a un cameo dello stesso Massimiliano Bruno.
Nel centro gironzolano anche altri ospiti come Vittorio (un magnifico Lorenzo Zurzolo), un futuro da atleta stroncato in giovanissima età da un infortunio e lui si è perso nella droga, però lo chiamano pure Flash perché corre ancora veloce, soprattutto dopo aver rubato qualcosa. Come Mamma Chioccia, vero personaggio del film al quale solo Caterina Guzzanti poteva regalare una personalità e un linguaggio così sopra le righe senza scalfirne la credibilità: come racconta lei stessa, nella vita le ha provate tutte e ora ne tiene solo una che è così carina… Al suo fianco c’è il principe (Teodoro De Cristofaro) che le tiene compagnia corteggiandola con discrezione. E c’è anche Tante Volte (Max Mazzotta), che tante volte avreste qualcosa da prestargli per sempre? Anche tra i medici in realtà c’è qualche tipo strano, come il professor Zannetti (Massimo Ceccherini).
Cosa accade in Strike? Tantissime cose. Dante, Pietro e Tiziano scopriranno l’amicizia, quella vera, sincera, che crede, comprende e aiuta, e qualcosa arriverà anche a tutti gli altri. E soprattutto tra situazioni comiche, battute esilaranti, temi scottanti e terribilimente reali, il film ci mette davanti al fatto che la dipendenza esiste, e non è solo figlia della noia e dell’incoscienza giovanile, piuttosto un segnale, una spia rossa che lampeggia forte da tempo ma nessuno la vede, e che invece quando se ne percepisce l’esistenza, si può chiedere aiuto e si può persino guarire. Le nostre videointerviste a Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico, Lorenzo Zurzolo, Caterina Guzzanti, Massimo Ceccherini:
Le Foto sono di Angelo Costanzo
