Space Force, su Netflix e sulla luna con Steve Carell

Eppure l’America sulla luna c’è già stata, memori tutti noi del programma Apollo che, in competizione continua con i russi in tempo di guerra fredda, fece sì che furono americani, il 20 luglio del 69, i primi uomini a mettere piede sul bianco e affascinante suolo dell’unico satellite che abbiamo noi terrestri, e americani anche gli ultimi a farlo – un civile e un astronauta per l’esattezza – nel 1972. Dunque, riprovarci a distanza di anni e provvisti di tecnologie che a quei tempi potevamo solo immaginare, per gli Stati Uniti dovrebbe essere uno scherzo. Ma come non considerare il fattore umano? Tipo il generale e pilota pluridecorato Mark R. Naird che, interpretato da Steve Carell (The Office), è il protagonista di Space Force, la nuova serie originale Netflix disponibile da venerdì 29 maggio creata dallo stesso Steve Carell e Greg Daniels come showrunner, stessa coppia di The Office, e come quella una workplace comedy, tipo di serie, cioè, ambientata sul posto di lavoro.

Nonostante sogni di salire al comando dell’aeronautica militare, Naird viene invece messo a capo di una nuova sezione delle forze armate a stelle e strisce, la Space Force, appunto, che, per volere dello stesso presidente americano, deve riuscire nell’intento di un nuovo, spettacolare allunaggio entro il 2024 al fine di diventare, gli americani, i dominatori dello spazio. All’inizio il nostro eroe storce un po’ il naso, ma poi, presuntuoso qual è, si convince che si tratta di una missione talmente importante che poteva esser affidata soltanto a lui, e poco importa se dovrà trasferirsi in una base segreta nascosta tra le montagne del Colorado, trascinando peraltro con sé la moglie Maggie (Lisa Kudrow, la Phoebe di Friends) e la figlia diciottenne Erin (Diana Silvers) che non perderà occasione di creargli problemi, come uscire con un giovane, ma non quanto lei, russo. Nella sua squadra, prenderanno posto un gruppo alquanto eterogeneo e strampalato di scienziati e affini tra cui spicca il Dr. Adrian Mallory, e non poteva essere altrimenti visto che è interpretato da John Malkovich, sempre calmo e razionale, anche se a volte, forse, ci si dovrebbe lanciare nell’ignoto o azzardare soluzioni insolite e apparentemente assurde, come quelle proposte da Naird, assolutamente incompetente ma con la cosiddetta fortuna del principiante.   

Space Force è divertente seppur non esilarante come a prima vista avremmo pensato, non mancano le trovate demenziali e i colpi di scena che certo non vi sveliamo adesso, riferimenti ironici e sarcastici alla realtà, Trump compreso. Per cui se non vi aspettate un capolavoro di comicità pura e risate da sentirsi male, Space Force sarà piacevole e godibile nella visione dei suoi 10 episodi, peraltro inconsuetamente brevi. Nel cast anche Tawny Newsome, Ben Schwartz, Jimmy O. Yang, Noah Emmerich, Alex Sparrow e Don Lake.

L’idea di Space Force è arrivata in maniera piuttosto insolita – rivela Steve CarellNetflix voleva produrre uno show divertente e l’idea di un prodotto dedicato alle origini di una Forza Armata Spaziale fittizia (Space Force) fece ridere tutti durante una riunione. Non esisteva nessuno show, non c’erano idee se non quella legata al titolo. Così ho chiamato Greg e gli ho detto: ‘Ti andrebbe di creare uno show intitolato Space Force?’ E lui ha risposto: ‘Sì, suona bene. Facciamolo’. Non c’era davvero alcuna base, se non quel nome che fece ridere tutti. Così, ci siamo dati da fare. Avendo soltanto il concetto relativo alla stessa Space Force, io e Greg ci siamo seduti a tavolino e ci siamo chiesti: ‘Allora, come sarà lo show? Di cosa parlerà?’ E siamo arrivati alla conclusione che avrebbe dovuto parlare dell’inizio di questa Space Force e della persona a cui è stato affidato il suo sviluppo, la creazione di un nuovo ramo delle forze armate. E al mio personaggio, il generale Mark R. Naird, è stato affidato il compito di creare questo ramo“. E Greg Daniel aggiunge: “Dopo quella telefonata, abbiamo organizzato un sacco di sessioni creative in cui facevamo brainstorming a casa di Steve, delineando chi sarebbe stato il suo personaggio, quali pressioni avrebbe dovuto affrontare e cosa volevamo comunicare riguardo all’idea di rendere lo spazio più militare. Ci siamo resi conto che la storia aveva una grafica meravigliosa, una qualità mitica e che faceva eco ad alcuni dei migliori momenti dell’America. Era ricca di eroismo e, allo stesso tempo, aveva un forte elemento satirico. All’improvviso tutti si sono accorti che ci sono ricchezze sulla luna e dovevamo farci valere. Era come assistere a una corsa per la colonizzazione dello spazio. Il contrasto tra questo elemento e i primi giorni super speranzosi della NASA è un buon argomento di satira. Volevamo assicurarci di essere precisi e più che rispettosi delle virtù militari che caratterizzavano il personaggio di Steve. Abbiamo avuto consulenti astronauti e scientifici e il nostro consulente militare, Mark Vazquez, è stato molto utile negli insegnamenti sul comportamento delle milizie. Sia Steve che io abbiamo dei parenti nell’esercito che amiamo e rispettiamo, ci auguriamo quindi che possano divertirsi guardando la serie”.

Sempre da venerdì 29 maggio è disponibile Inside Joke, il podcast in lingua originale dedicato a Space Force, condotto da Jimmy O. Yang, volto noto della televisione e del cinema americano, che accoglierà il cast e la troupe della serie originale per scoprirne tutti i retroscena, il lunedì e il giovedì su Spotify, Apple Podcasts, Stitcher e Pocket Casts. A questo link il teaser audio in cui O. Yang presenta Inside Joke.