Sofia Loren torna con La vita davanti a sé, videoincontro con Madame Rosa

Sofia Loren è la sorpresa più bella di questo periodo che di bello ha ben poco. Peccato che il film che l’ha vista tornare sul set dopo tanti anni, diretta dal figlio Edoardo Ponti e intitolato La vita davanti a sé, non è potuto uscire in sala come previsto, per i motivi di cui sopra, ma era comunque già fissata la sua uscita su Netflix e per fortuna è lì che lo vedremo da venerdì 13 novembre. Un film da non perdere e non solo perché è molto bello, ma perché l’interpretazione di Sofia Loren, ancora diva a tutti gli effetti, con la sua eleganza e la sua drammaticità vera che si alterna con equilibrio a momenti di recitazione da pura commedia, è davvero emozionante e coinvolgente. Gli anni non le hanno tolto nulla, qualche piccola insicurezza in più forse, e un po’ di rughe, ma quelle belle del tempo trascorso e goduto e amato, ma l’arte del cinema, quella, ce l’ha ancora tutta dentro. E noi ce la godiamo con piacere. Sperando, come si dice già in giro, che con La vita davanti a sé Sophia Loren possa vincere il suo terzo Oscar dopo quello per La Ciociara nel 1962 e quello alla Carriera del 1991.

Nuova trasposizione cinematografica-televisiva del romanzo di Romain Gary pubblicato nel 1975 con lo pseudonimo Emile Ajar (Neri Pozza Editore) dopo quella del 1977 di Moshé Mizrahi con Simone Signoret, La vita davanti a sé di Edoardo Ponti sposta la storia da Parigi a Bari: “volevo un range di colori molto vitale per parlare di un mondo di personaggi che vivono la vita pienamente e Bari era molto giusta – spiega il regista – non è stato un adattamento facile perchè per tutti i libri molto belli non si vorrebbe mai sacrificare niente, ma se non lo fai non si può raccontare il cuore della storia, e io e Ugo Chiti ci siamo concentrati su quello, e cioè sulla storia d’amore e d’amicizia tra Madame Rosa e Momo, due figure che apparentemente tutto separa, la religione, la cultura, l’età, la razza, ma alla fine sono molto simili“. 

Madame Rosa, che anche nell’adattamento italiano nella pronuncia conserva l’accento francese sulla a, è una donna ebrea, avanti con gli anni, apparentemente burbera, ma ne ha passate tante: da ragazzina è stata ad Auschwitz e ricorda ancora quando si nascondeva sotto il letto della sua baracca, poi ha fatto la prostituta e ora è anche malata di cuore, eppure da anni si prende cura, a pagamento si intende, dei figli delle sue ex colleghe o semplicemente di bambini in difficoltà e solitudine. Il medico che l’ha in cura, l’empatico dottor Coen, è anche suo amico e le porta a casa Momò, ragazzino senegalese arrabbiato con il mondo e con grandi difficoltà di integrazione. La donna e il bambino ci metteranno un po’ a entrare in sintonia, ma alla fine diventeranno l’una per l’altro la persona più importante della vita.

Oltre a Sophia Loren, il plauso va al regista e al cast tutto, a cominciare dal bravissimo debuttante Ibrahima Gueye che fa il piccolo e ribelle Momo, e anche a Diego Pirvu che è l’altro bambino Iosif; uno grande davvero va ad Abril Zamora che è Lola, esuberante vicina, amica e confidente di Rosa che ci evoca il mondo almodovariano di Tutto su mia madre (anche lì c’erano una Rosa e una Lola); a Renato Carpentieri che interpreta il Dottor Coen, a Babak Karimi che è Signor Hamil che saprà prendere Momo nel verso giusto, e a Massimiliano Rossi che è Ruspa, un venditore di droga che non si fa scrupoli a reclutare Momò. Senza dimenticare Laura Pausini, intensa nella canzone dei titoli di coda intitolata Io sì, musica di Diane Warren, testo della stessa Laura Pausini e Niccolò Agliardi, da domani in radio, e sempre da domani fuori anche il videoclip diretto dallo stesso Edoardo Ponti con un cameo sul finale di Sofia Loren.

La vita davanti a sé è un film forte e poetico, parla di inclusione, accettazione, di immigrazione attraverso gli occhi e il cuore di un bambino, di sentimenti, di famiglia, che è un qualunque posto di persone dove regnano l’amore e la comprensione, e malinconico nel mostrare lo scemare della vitalità di Madame Rosa che a volte si ferma, come a pensare, assente e lontana, quasi per prapararsi a dire addio al mondo. Il nostro videoincontro con Sofia Loren e Edoardo Ponti: