Sofia D’Elia al Festival di Spello: credo nel diritto all’uguaglianza e al potere dell’amore. Videointervista

di Patrizia Simonetti

Sofia D’Elia torna sul palco del Festival di Spello e dei Borghi Umbri: “è bello promuovere tutte le professioni del cinema – ci dice nella nostra videointervista realizzata tra i vicoli del borgo – e questo è un festival che valorizza chi lavora dietro e anche avanti, lo schermo e il palco…” Reduce da un set importante e intenso come quello di Tre Ciotole di Isabel Coixet condiviso con Alba Rohrwacher e Elio Germano, la giovane attrice pugliese ha condotto, assieme a Giada Fortini, la prima serata di premiazione del Festival al Teatro Subasio di Spello (Abito Atelier Emé).

Nel corso della serata, ha recitato anche un monologo su valori e concetti che condivide nel profondo, tratto dal discorso sull’Origine della diseguaglianza scritto da Jean-Jacques Rousseau nel 1755 e ancora drammaticamente attuale: “una scelta voluta – ci confida – e soprattutto collegata all’obiettivo che ho portato quest’anno relativo all’agenda 2030, quello sul diritto all’uguaglianza che oggi ci offre ancora parole che abbiamo il dovere di comprendere. Perché la cultura serve a questo, non solo ad interiorizzare cose che attualmente reputiamo purtroppo ai margini… mi sono emozionata”.

Tanti i nuovi progetti cinematografici di Sofia D’Elia che vedremo presto in Nanù di Andrea Ferrante, girato nella sua terra: il suo ruolo da coprotagonista è quello di Mina, una ragazza che vive storia d’amore osteggiata e complicata con un giovane poeta, Nanù, interpretato da Luca Cesa, nell’Italia del Sud degli ultimi anni Sessanta: “Mina subisce le oppressioni di una madre che la vuole sistemare con l’uomo potente ma crudele del paese, lei invece è innamorata del suo migliore amico – ci rivela Sofia – ad unirli, lo stato di povertà in cui vivono dove l’amore copre tutto quello che di sporco c’è in una società divisiva. Vince l’amore in questo film, e io credo nell’amore…”

Sempre sul grande schermo, la vedremo presto anche nel ruolo di Anna in Di niente e di nessuno di Cristina Ducci, dall’omonimo romanzo di Dario Levantino: “il film racconta la storia di Rosario che vive in un contesto difficile – ci anticipa – io interpreto la sua ragazza, una delle due figure principali della sua vita, l’altra è sua madre… mi gratifica sempre portare nel cinema ruoli in cui si valorizza la libertà femminile e l’importanza della donna”.

Al Festival del Cinema di Spello Sofia, che con orgoglio ricorda di essere iscritta all’UDI, Unione Donne in Italia, è stata anche tra le protagoniste della conferenza Stop al dilenzio della quale sottolinea: il silenzio non è una cosa astratta, ma più concreta di quello che pensiamo, che fa più rumore e più musica; si parla del bullismo e della dignità della persona e di come il cinema possa renderci tutti lo specchio dell’altro, perché il cinema è condivisione”. La nostra videointervista a Sofia D’Elia: 




Le Foto sono di Angelo Costanzo