Siamo stati all’Open Day del Vigneto Italia con degustazione del Somma Sapienza 2024

di Patrizia Simonetti

Era il 25 settembre 2023 quando, con una certa emozione, fummo invitati alla Vendemmiata Romana Special Edition per degustare il primo vino – annata 2022 – del Vigneto Italia, quello piantato nel 2018 e curato all’interno dell’Orto Botanico di Roma, alle pendici del Gianicolo, da Luca e Francesca Romana Maroni, insieme all’Università La Sapienza di Roma e all’Università della Tuscia e in collaborazione con i Vivai Cooperativi Rauscedo, primo vigneto al mondo che nei suoi soli cinquecento metri quadrati offre vitto e alloggio a ben 150 varietà di vitigni autoctoni provenienti da ogni regione d’Italia, oltre a 20 varietà di vitigni internazionali.

E con la stessa emozione, siamo tornati oggi all’Open Day del Vigneto Italia per degustare proprio nel Vigneto, con un brindisi convivile e collettivo, la seconda edizione, annata 2024, di quello stesso vino: il Somma Sapienza Bianco, prodotto con 79 varietà che resta sempre il nostro preferito, e il Somma Sapienza Rosso, risultato del blend di 76 uve. E anche stavolta, non siamo rimasti delusi. “Già è difficile unire due o tre varietà di uva – ha ribadito Luca Maronie unirne così tante pensavo fosse difficilissimo, ma sentire come queste tipologie si sono andate a congiungere è affascinante. Già dal profumo di questo vino si possono percepire le note di tutti questi differenti aromi e profumi”.

La degustazione, sempre grazie a Sens Eventi e alla sua Ceo Francesca Romana Maroni, si è svolta in una splendida mattinata di sole in occasione della Giornata Internazionale dei Vigneti Urbani ideata dalla Urban Vineyard Association. L’Orto Botanico di Roma ha dunque aperto le sue porte offrendo l’opportunità a cittadini, turisti e appassionati di vino e di botanica, di vedere da vicino lo stato del vigneto, una vera e propria Enciclopedia di biodiversità, e di brindare insieme ai suoi creatori e curatori ai suoi primi 8 anni.

L’Open Day del Vigneto Italia è cominciato con un piacevole e interessante incontro in Aranciera con i tecnici e i volontari dell’Orto Botanico per illustrarne lo stato. Nonostante la singolarità della collocazione all’interno di una grande città e in uno spazio ristretto del parco che potrebbe essere definito il più scomodo e umido, il Vigneto Italia gode di ottima salute. Lo hanno assicurato Fabio Attorre, Direttore dell’Orto Botanico; lo stesso Luca Maroni, ideatore del progetto Vigneto Italia; Rita Biasi, Dottore di Ricerca in Colture Arboree, che ci ha spiegato quanto l’analisi delle foglie sul posto, quindi senza staccarle dalla pianta, possa darci tantissime informazioni sullo stato della vite e sul rapporto con l’ambiente; e Sergio Carpentieri, responsabile della collezione delle viti.

Particolarmente divertente l’aneddoto ricordato da Luca Maroni quando, in occasione dello studio del terreno dove si volevano piantare le viti, portati due sacchi di terra ad analizzare – anche per escludere qualsiasi eventuale traccia di amianto – gli fu chiesto: “ma dove l’ha presa questa terra? Abbiamo trovato monete, cocci e… niente amianto…” Infine l’annuncio: a fianco del Vigneto Italia, presto sarà piantato un altro vigneto dedicato ai vini laziali e per questo chiamato Vigneto Lazio.

(Le Foto sono di Angelo Costanzo)