Servizio in camera: una bugia tira l’altra, soprattutto se la camera è quella di un onorevole

C’è un bel via vai nella camera d’albergo dell’onorevole Adam Jackson, braccio destro del premier britannico, tra porte sulle quali c’è sempre qualcuno che bussa, finestre che si chiudono all’improvviso come mannaie e armadi che nascondono scheletri ma anche no. All’inizio l’atmosfera è allegra e vagamente lussuriosa con la bella e un po’ svampita Alyson Green, peraltro segretaria del leader dell’opposizione, che si aggira euforica per la stanza in sottanina di pizzo rosso saltellando dal divano alle braccia di Adam, e la serata promette bene per i due amanti, ma l’imprevisto è in agguato, come in ogni commedia che si rispetti. E Servizio in camera, che la Compagnia del Delfino porta in scena fino al 20 marzo al Teatro Anfitrione di Roma, è decisamente tra queste.

Scritta da Vincenzo Cicero e diretta da Giuliano Baragli, Servizio in camera è tutta un crescendo di comicità tra situazioni paradossali e vagamente improbabili rese però credibilissime da un cast fresco e brillante, a cominciare da Serafino Filoni che è Adam Jackson (ma Jackson chi?) e si ride di gusto alle sue bugie sempre più articolate e complicate da dimostrare e sostenere pur di evitare lo scandalo, e da Michela Rossitti che fa Alyson Green, comica nata, vivace e pure allegramente sexy. Il palco si affolla poi di personaggi molto sui generis chiamati via via in ballo, come l’assistente di Jackson, Elmer Cooper, interpretato dallo stesso autore della commedia Vincenzo Cicero, l’infermiera Turner (Maria Gioia Beneventano) che si occupa dell’anziana madre di Cooper e poi anche di Cooper, la direttrice dell’albergo (Fortunata Isopi), la cameriera Nina “un po’ spagnola un po’ italiana” (Fiammetta Veneziano), l’addetto al servizio in camera che batte cassa a ogni respiro e ad ogni necessità dell’onorevole (Antonio Maria Monaco), e poi i rispettivi consorti traditi, ovvero l’aitante Bruce Green, un Antonio Digirolamo molto applaudito quando entra in scena soltanto con un asciugamano annotato in vita e sopra niente, del resto arriva dalla piscina, e la sofisticata Connie Jackson (Daria Mariotti); fino a lui (Davide Vincioni) che non sveliamo, causa di tutto, suo malgrado. Le musiche sono di Adriano Piva, le scenografie di Gabrio Bianchini Gabrio, direttore di scena Stella Monaco.