Serie A, Champions e Mondiali a confronto: i dati di ascolto in tv

di Redazione

Il calcio continua a rappresentare uno dei principali catalizzatori dell’audience televisiva italiana, ma non tutte le competizioni hanno lo stesso peso quando si parla di ascolti. A fare la differenza sono soprattutto il tipo di evento, la presenza o meno della Nazionale, la possibilità di seguire le partite in chiaro e il legame storico con il pubblico italiano. Il confronto tra Mondiali, Serie A, Champions League e Premier League restituisce quindi un quadro molto diverso. Da una parte ci sono gli eventi capaci di coinvolgere decine di milioni di persone e raggiungere percentuali di share eccezionali, dall’altra competizioni che rimangono prodotti destinati a un pubblico più ristretto. Andiamo allora a fare un paragone tra i numeri degli ascolti delle varie competizioni nel nostro Paese.

Mondiali

La Coppa del Mondo rappresenta il punto più alto degli ascolti televisivi in Italia. Anche senza la partecipazione della Nazionale, il torneo del 2026 ha mantenuto una capacità di aggregazione particolarmente elevata, con una media di circa 4,9 milioni di spettatori per partita tra fase a gironi e ottavi. I principali big match della fase a eliminazione diretta hanno invece superato i 7,8 milioni. Il dato più significativo è quello della finale tra Spagna e Argentina, capace di raggiungere 12,4 milioni di spettatori medi sul canale lineare in chiaro e 13,2 milioni considerando anche la Total Audience digitale. Praticamente due terzi degli italiani hanno assistito alla sfida decisiva tra Leo Messi e Lamine Yamal. Lo share dei match più importanti si è mantenuto oltre il 40-43%, mentre la finale ha raggiunto il 69%, con un picco del 74,9% durante i tempi supplementari. Tra i 15 e i 24 anni, inoltre, sono stati registrati picchi fino al 61%.

Serie A

Il confronto con la Serie A deve necessariamente tenere conto della diversa modalità di fruizione. Il campionato italiano è infatti prevalentemente un prodotto premium e gli ascolti vengono generati all’interno di un bacino più ristretto rispetto alla televisione generalista. Considerando complessivamente le dieci partite di ogni turno, l’ascolto medio aggregato si colloca tra 5 e 6 milioni di spettatori, ma la singola gara presenta numeri inevitabilmente inferiori. I big match con Juventus, Milan e Inter raggiungono mediamente tra 1,1 e 1,36 milioni di spettatori, mentre le sfide meno attese possono fermarsi tra 300.000 e 450.000. Anche lo share riflette questa differenza: le partite di cartello in prima serata oscillano generalmente tra 8% e 12%, mentre quelle pomeridiane si collocano intorno all’1,5-3%.

Champions League

Chiaramente, nel corso dell’intera stagione è soprattutto la massima competizione europea per club ad attirare l’attenzione, perché mette in mostra le migliori squadre del panorama continentale e probabilmente mondiale. Già, perché come rivelano le quote sulla Champions League oltre che le previsioni di giornalisti ed esperti, i club che aspirano a sollevare la coppa ‘dalle grandi orecchie’ sono puntualmente tra i più storici e rinomati e accolgono più facilmente i top player.

La Champions presenta però una caratteristica che rende il confronto particolarmente interessante: alcune partite vengono trasmesse in chiaro. Gli incontri non in chiaro con le squadre italiane protagoniste possono raggiungere circa 1,1 milioni di spettatori, con uno share intorno al 5,7%. Quando invece una gara viene proposta gratuitamente a tutti, la platea cresce sensibilmente: circa un milione di spettatori e il 6% di share per le sfide senza italiane, mentre nei quarti e nelle semifinali, con una squadra italiana in campo, si arriva abitualmente a 3,5-5 milioni e a uno share compreso tra 15% e 22%.

Premier League

La Premier League gode di un enorme prestigio internazionale, ma in Italia non può contare sullo stesso radicamento della Serie A. Il campionato inglese rappresenta infatti soprattutto un prodotto rivolto agli appassionati più specializzati, anche perché viene seguito al di fuori della televisione generalista. I big match tra squadre come Chelsea, Liverpool, Manchester City e Arsenal raccolgono mediamente tra 80.000 e 150.000 spettatori, mentre le altre partite possono scendere a 30.000-60.000. Di conseguenza, anche lo share rimane contenuto, generalmente tra 0,5% e 1,2%. Numeri lontanissimi da quelli dei Mondiali e inferiori anche a Serie A e Champions, ma che confermano comunque la presenza di una platea stabile e particolarmente interessata al calcio inglese.