Serena Altavilla si mette in proprio e presenta ‘Morsa’ (video)

Dopo una vita artistica in gruppo con i Blue Willa (ex Baby Blue) prima, e i Solki dopo, Serena Altavilla, cantante e songwriter toscana, si mette in proprio. Esce infatti il suo primo album da solista intitolato Morsa (Blackcandy Produzioni), che vuol dire sia morsa come dalla tarantola che stretta in una morsa, sensazione provata sulla sua pelle. Anticipato lo scorso febbraio dal singolo Epidermide che ha anche un videoclip creato dal collettivo John Snellinberg e diretto da Patrizio Gioffredi, con l’attrice Livia Gionfrida che interpreta il doppelganger, o alter ego oscuro, dell’artista, Morsa sarà fuori il 9 aprile e racchiude dieci pezzi nati due anni fa (quindi prima della pandemia) legati tra loro da un concept: la fragilità come punto di rottura e poi di rinascita. “Volevo provare ad essere freelance e potermi sbizzarrire – spiega Serena Altavillaslegarmi dalle abitudini e mettermi un po’ in diffocoltà“. Un disco dove i testi, scritti assieme a Patrizio Gioffredi, e le musiche si uniscono in un solo suono e si confondono, quasi sostituendosi alternativamente a vicenda. E dove la sua vocalità emerge potente e originale.

Gli stessi strumenti ingannano l’orecchio mentre il racconto delle parole diventa personale e autobiografico tra sogni, ricordi e fantasmi. La produzione artistica dell’album è stata curata da Marco Giudici, anche tra i musicisti che hanno partecipato all’arrangiamento e all’esecuzione dei brani che sono Adele Altro (Any Other), Francesca Baccolini (Hobocombo), Alessandro Cau (Geoff Barrow, Miles Cooper Seaton), Luca Cavina (Calibro 35, Zeus!), Enrico Gabrielli (Calibro 35, PJ Harvey, Mariposa), Matteo Lenzi (Filarmonica Municipale LaCrisi), Jacopo Lietti (Fine Before You Came), Fabio Rondanini (Afterhours, Calibro 35, I Hate My Village) e Valeria Sturba (OoopopoiooO). L’immagine di copertina di Morsa è opera dell’artista e fotografo Jacopo Benassi, attivo dalla fine degli anni Ottanta e acclamato a livello internazionale. Ecco una videosintesi dell’incontro con Serena Altavilla:

 

 

 

 

 

 

 

Ph Silvia Bavetta

 

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