Scarpette Rosse e i sette nani con le voci di Baby K e Pio e Amedeo

E se Biancaneve fosse cicciottella e non avesse quei grandi occhioni da cerbiatta, e la sua bellezza favolosa – è proprio il caso – fosse soltanto frutto della magia di un paio di décolleté rosse, e i sette nani fossero verdi come dei piccoli Shrek ma in realtà celassero le identità di altrettanti aitanti principi noti come i Favolosi 7 perché in grado di risolvere tutti i problemi? A Favolisolandia è proprio così e questa nuova versione della celebre fiaba dei fratelli Grimm è tutta in Scarpette Rosse e i sette nani, film scritto e diretto da Sungho Hong e animato dal veterano Disney Jin Kim, che giovedì 4 giugno sbarca con Lucky Red su Sky Primafila Premiere, TimVision, Chili e Rakuten TV, arricchitto nella versione doppiata in italiano dalle voci di Baby K, che dopo un assaggio di doppiaggio in Alla ricerca di Dory qui doppia la protagonista, Biancaneve, e di Pio e Amedeo che prestano rispettivamente le loro corde vocali a Merlino, “eroe part time e sempre romantico” per sua stessa definizione, e ad Arthur, due dei sette nani un tempo principi, che della loro vera identità conservano l’uno la passione per l’estetica e l’altro quella per i suoi muscoli.

Dunque, ricapitolando, ecco la gensi di Scarpette Rosse e i sette nani: i favolosi 7 hanno preso una sonora cantonata scambiando una fata per una strega solo perché non rispecchiava i canoni classici della bellezza di una fata e quella, giustamente, si è risentita scatenando su di loro un sortilegio che li ha trasformati in nani “bassi, paffuti e verdi” come si descrivono loro stessi, ma soltanto se vengono guardati (cioè se sono soli o chiunque sia con loro è voltato dall’altra parte loro sono loro, ma appena quel chiunque punta lo sguardo su di loro tornano nani verdi, non so se è chiaro…) e soltanto se baciati dalla donna più bella del mondo potranno ritornare quelli che erano. Quindi lezione numero 1: mai giudicare o etichettare qualcuno solo dall’aspetto esteriore e non cadere nello stereotipo che bello è buono e viceversa.

Quando in Scarpette Rosse e i sette nani questi ultimi incontrano Biancaneve, lei ha già le scarpette rosse ai piedi ed è quindi bellissima e, secondo loro, così bellissima che deve per forza essere una principessa (altro stereotipo da demolire), per cui un po’ invaghiti in quanto maschi, un po’ perché sperano nel suo bacio che annulli l’incantesimo, fanno di tutto per aiutarla rischiando anche la vita. La domanda è: l’avrebbero fatto anche se l’avessero incontrata prima, e cioè vedendola per quel che è, e cioè una normalissima ragazza con qualche chilo di troppo? Lezione numero 2: fate caso a come cambia l’atteggiamento della maggior parte delle persone nei confronti di chi è bello e di chi è brutto, e hai voglia a dire che basta esser belli dentro perché, diciamocelo, la vita è più facile per i belli, ma questo è davvero giusto? Anche se in fondo e in tutta sincerità, bastassero davvero un paio di scarpette rosse a regalarci bellezza e giovinezza eterna, quanti soldi farebbero i calzaturifici? Ma questa è un’altra storia.

Ironico, divertente, colorato e coinvolgente, Scarpette Rosse e i sette nani è ricco di trovate originali e esilaranti, come lo specchio delle sue brame che parla pugliese e che si chiama “Magicòla come Nicòla”e fa battute su battute; un principe di nome Average che devi pronunciarlo alla francese sennò va su tutte le furie, che rischia una festa di compleanno deserta visto che Ariel deve depilarsi le gambe e La bella addormentata non si sente bene perché soffre d’insonnia; piccoli tronchi parlanti con voci di bambini; conigli di legno giganti che combattono meglio di Iron-Man; i primi selfie inventati dai 3 principi inventori; e piccole metafore come le scarpette rosse – forse rubate a Dorothy del Mago di Oz – che, capaci di regalarti la bellezza eterna, crescono sull’albero magico come mele, frutto della tentazione per antonomasia. Fatevi pure un’idea dal Trailer…