Sal Da Vinci all’ESC 2026: non sono più un ragazzino, quando mi capiterà un’altra volta? Videoincontro

di Patrizia Simonetti

“Quando ero sul palco con Sayf, ho pensato alla vita che mi passava davanti agli occhi e gli ho detto: ‘tu avrai sicuramente tante altre possibilità, hai solo vent’anni, io non sono più un ragazzino, ma quando mi capiterà un’altra volta?..” Sal Da Vinci ha ricordato così con noi quella magica notte in cui, poco dopo quel pensiero, è stato proclamato vincitore di Sanremo 2026. Lo ha fatto in collegamento streaming da Vienna dove ha già iniziato le prove, rispondendo alla nostra domanda durante la conferenza stampa Rai di presentazione dell’Eurovision Song Contest 2026.

In quanto trionfatore del Festival con la sua Per Sempre Sì, il brano più ascoltato su Spotify tra quelli in gara a Vienna, rappresenta infatti l’Italia all’ESC 2026: si esibirà fuori concorso nella prima semifinale di martedì 12 maggio – aperta dalla Moldavia e trasmessa in diretta su Rai 2, RaiPlay, Rai Radio 2 e sul canale 202 del digitale terrestre come la terza di giovedì 14 maggio – e nella finalissima di sabato 16 maggio alla Wiener Stadthalle di Vienna, in onda sempre in diretta ma su Rai 1.

All’anagrafe Salvatore Michael Sorrentino, cresciuto a Napoli ma nato nel 1969 a New York dove il padre Alfonso, artista napoletano noto al pubblico come Mario Da Vinci, era in tournée, Sal Da Vinci è il meno giovane tra i cantanti in gara e tra tutti quelli che hanno rappresentato l’Italia all’ESC, incluso Peppino Di Capri che partecipò nel 1991 nell’edizione che si tenne a Roma, e aveva solo 51 anni.

“A settembre arriva un anniversario importante per me – ci annuncia – 50 anni dalla prima volta che sono salito su un palco. Pur avendo fatto tanti tentativi per andare a Sanremo, sia nei giovani che nei Big, mi è capitato solo due volte. Dall’ultima volta erano passati 17 anni…” Per questo non avrebbe mai rinunciato all’occasione di esibirsi su un palco internazionale come quello dell’Eurovision Song Contest 2026, per lui una sorta di rivincita più che meritata, un specie di premio dopo tanta perseveranza e impegno, e i premi non vanno rifiutati. 

“Questa è una questione politica – ha risposto commentando il boicottaggio di Spagna, Irlanda, Slovenia, Paesi Bassi e Islanda per protestare contro la partecipazione di Israele –la musica non c’entra niente, la musica copre tutti i dolori del mondo. Io rispetto chi protesta, ci mancherebbe altro, ma per quanto mi riguarda, ho sempre visto la musica un bagno di pace per noi esseri umani, ha sempre portato unione, non disunione. La musica per me è inclusione, la musica per me è, come dire, è un palcoscenico per l’eternità…” Il nostro videoincontro con Sal Da Vinci: