Robert De Niro a Roma presenta C’era una volta in America: cosa c’è oggi in America? Che Dio ci aiuti… (Video)

di Patrizia Simonetti

Robert De Niro ha concluso ieri il suo tour romano al The Space Cinema Moderno dove ha introdotto la visione in 4K del capolavoro di Sergio Leone C’era una volta in America dedicata agli studenti di cinema, evento di chiusura di Fuori Sala di Alice nella Città, come vedete nel video a fine articolo.

Ho lavorato a questo film per circa un anno e poco più – ha raccontato De Niro intervistato da Walter Veltroni che lo ha annunciato come “il più grande attore della storia del cinema contemporaneo” – e la sensazione che avevo era che Sergio, per cui questo film era veramente un atto d’amore, in realtà non lo volesse finire, non voleva lasciarlo andare; c’era quella sensazione agrodolce di aver trascorso tanto tempo con il cast e con la troupe, persone che poi sai che non vedrai più ed è stato difficile per lui trovare una chiusura; poi finalmente ha trovato quelli che definiva ‘i giusti ingredienti del film’ e anche il modo giusto e molto importante per la storia, di ripresentare la città di New York dove il mio personaggio Noodles torna dopo essere stato assente per tanti anni: abbiamo girato a Newarc in una stazione della metropolitana dove si vedono i graffiti, che erano apparsi qualche anno prima, ed era importante per il film ripresentare la città in questo modo”.

Nulla purtroppo è stato chiesto al due volte premio Oscar Robert De Niro, 82 anni e la cittadinanza italiana, sulla sua interpretazione del protagonista del film, il criminale David ‘Noodles’ Aaronson, di cui il film, in parte girato anche a Roma, racconta ben quarant’anni di vita dal periodo del proibizionismo e oltre. Diverse invece le domande su Sergio Leone, su Ennio Morricone che ha firmato la colonna sonora di C’era una volta in America, sul cinema italiano, sui film lunghi come questo: “Leone mi moltissimo perché aveva un grande senso dell’umorismo, era simpatico, non ostentava alcuna pretesa di apparire ciò che era, e cioè una persona e un regista che cercava di realizzare ciò che amava, era fantastico. Ho avuto la grande fortuna di recitare in quattro film in cui Ennio Morricone ha scritto le musiche, era veramente una persona speciale, un grandissimo, fantastico compositore, veramente unico, una persona unica. Sin da ragazzo ho amato il cinema di Fellini, di Antonioni, di Pasolini, e di tantissimi altri registi italiani a cui guardavo con ammirazione. Dei film lunghi come questo se ne fanno ancora, vedi Martin Scorsese, ma di solito per lo streaming o per essere suddivisi in episodi; io ne ho fatto uno che si intitola Zero Day ed è stata un’esperienza interessante, è un modo diverso di raccontare una storia, un altro approccio rispetto a un film unico”. 

Infine la domandona di chiusura: se il film si intitola C’era una volta in America, cosa c’è ora in America? “Che Dio ci aiuti… – ha risposto Robert De Niro con una risata ironica – non so neanche se posso continuare a usare la parola speranza, se si possa sperare di ottenere ancora giustizia; credo e continuo a dire che bisogna spingere, reagire, così come si è cominciato a fare, per esempio, con le elezioni a New York, in Virginia, in California, con la conquista di 5 seggi al Senato, ma è necessario respingere ciò che sta avvenendo, bisogna rispondere, non si può lasciare che questa amministrazione ci bullizzi, dobbiamo fare qualcosa perché questo non è il nostro paese: vogliamo che ci venga restituito il nostro paese, non vogliamo che questo paese venga trasformato, come sta accadendo, in una dittatura fascista”.

Il giorno prima Robert De Niro ha ricevuto in Campidoglio la Lupa Capitolina dalle mani del sindaco Roberto Gualtieri, per il valore culturale e artistico di una carriera che ha segnato la storia del cinema mondiale e per “ringraziarlo e sottolienare il suo profondo legame con Roma, capitale del cinema e fonte d’ispirazione per artisti di ogni generazione, lo accoglierà come una seconda casa” ha detto Gualtieri. De Niro ha poi ringraziato e parlato così della città: “Roma è un’opera d’arte vivente, ogni strada, ogni pietra racconta una storia e mi commuove l’essere premiato in questo luogo che ha dato così tanto alla cultura, al cinema e alla bellezza, anche perchè la mia famiglia ha radici in Italia, per la quale ho sempre sentito un profondo legame così come per la sua gente, l’artigianato e la creatività, qualità che ispirano artisti di tutto il mondo”. Robert De Niro ha poi inaugurato il suo Nobu Hotel in Via Veneto di cui è proprietario in società con lo chef giapponese Nobu Matsuhisa e il produttore Meir Teper. Ieri mattina, assieme ai suoi figli Drena e Julian Henry, è stato ricevuto in Vaticano da Papa Leone XIV che gli ha regalato un rosario. Ecco il nostro videoincontro con Robert De Niro al The Space di Roma e il video della sua premiazione in Campidoglio: