Renato Zero torna con Alt e “altri scorci di vita”, Chiedi è il primo singolo

L’abbiamo visto superospite a Sanremo 2016 e mentre cantavamo con lui le sue canzoni più belle e note raccolte in un medley troppo breve, i brividi hanno corso veloci sulla pelle. Per molti Renato Zero è stata la prima trasgressione e quindi pezzi come Morire qui, Mi vendo, Fortuna, beh, quelli sì che erano pezzi… Ma Renato Zero non demorde e quello spirito rivoluzionario, provocatorio, divertente ed emozionante al tempo stesso lo pervade ancora. Così l’8 aprile, a tre anni dal doppio e intimo Amo, torna, finalmente, con un nuovo album che più che paradossalemente si intitola Alt, “perché è il momento di fermarsi un attimo a riflettere e a guardarsi un pochino intorno – ha detto sul palco dell’Ariston – significa anche dare un’occhiata al pianerottolo, al nostro condominio, perché la guerra sta lì e sta dappertutto… “, lui che non si è mai fermato e che nessuno ha mai potuto fermare. Lo anticipa il singolo Chiedi, sue le parole, sua la musica condivisa con Maurizio Fabrizio, sin da domani, mercoledì 2 marzo, in download esclusiva su Itunes e da venerdì 4 marzo in radio, nei digital store e sulle piattaforme streaming, affiancato dal video diretto da Sebastiano Bontempi con la fotografia di Timoty Aliprandi. Così dopo 28 album, più di 500 canzoni e 45 milioni di dischi venduti, ancora grande passione, ancora voglia di dire, sparare a zero, è il caso di dirlo, su ciò che non gli piace, libero come lo è da sempre, contrario e contro ipocrisie e pregiudizi, pensiero e mente tesi verso gli invisibili, coscienza sociale allertata a mille.

“Ritorno con altri scorci di vita – dice Renato Zero – Le mie speranze consolidate. Dubbi ostinati, con i quali ormai convivo allegramente. Storie di gente con cui condivido il marciapiede, che con me si sbottona sempre molto volentieri. Questo brano, Chiedi, è una sorta di carta dei diritti. Gli uomini, quando si parlano, diventano più forti e temibili. Saldano le loro convinzioni, riuscendo laddove il singolo fallisce. Sono stato fortunato nel nascere con incosciente determinazione. Ed aver affrontato muri di diffidenza con paillettes e sorrisi. Ma nascere qui. Adesso. È davvero tutto un altro film. Sono vent’anni fumosi e privi di esempi seri e rassicuranti. Eppure quel Renato laggiù giura che ce la si può ancora fare…”. Bentornato Renato.