ReImagine: Rocio Munoz Morales, Brenno Placido e Federico Ielapi nel corto sulla ricerca (videoincontro)

Mai come in questo momento storico abbiamo bisogno di reimmaginare il nostro futuro e mai come ora abbiamo la necessità di credere nella ricerca. Scienza e cinema, ovvero razionalità ed emozione, si mettono insieme per rendere tutto ciò possibile con un cortometraggio che in soli 11 minuti restituisce la voglia di fidarsi della vita che verrà e di chi sta facendo in modo che accada per davvero. ReImagine il titolo del piccolo grande film prodotto da One More Pictures assieme alla casa farmaceutica Novartis che in collaborazione con il Ministero per i Beni Culturali promuove il progetto People in Science – Scienza da vivere con l’obiettivo di una sorta di alfabetizzazione scientifica rivolta in particolare ai giovani. ReImagine è un branded content diretto da Gianluca Mangiasciutti appena approdato su Chili che vanta una cast di tutto livello: Rocio Munoz Morales, intensa come non mai nel ruolo di una madre che deve lasciare suo figlio ancora piccolo per una malattia che non perdona. Paolo, così si chiama il bambino, interpretato da Federico Ielapi, non si rassegna e costruisce una macchina del tempo per ritrovare la donna scomparsa, ma la macchina non funziona. Lo farà invece anni dopo quando Paolo sarà diventato un ricercatore, con il volto di Brenno Placido, spinto da una grande passione e dall’amore mai interrotto per sua madre, grazie al quale tante persone potranno guarire e continuare a vivere, mentre al tempo stesso lui riuscirà a ritrovare e a reimmaginare il suo passato. Non ci sono dialoghi nel film, pochissime parole, ma tanta musica, sguardi e sensazioni. Nel cast anche Clizia Fornasier e Lorenzo Lavia.

La regia non cede a virtuosismi tecnici e si concentra interamente sulla storia e sul carattere dei personaggi, che sono delineati con estrema cura e sono sempre al centro delle inquadrature – spiega il regista in conferenza stampa – Le azioni che Paolo compie, sin dall’infanzia, sono finalizzate alla ricerca che compirà da adulto. Il rapporto madre-figlio è al centro dei primi minuti di ReImagine, e il legame tra i due è talmente forte da richiedere una regia più lenta, più ferma, diretta alla forza dell’istante più che alla narrazione. La crescita e l’istruzione di Paolo sono invece seguite con maggiore velocità e frenesia, le inquadrature sono meno numerose e più rapide, a sottolineare la velocità con cui Paolo traccia il suo percorso di studi fino alla direzione di un team di ricerca. Una volta raggiunti i risultati sperati, il ritmo può finalmente rallentare, per raccontare momenti più delicati e sereni”.

L’idea di realizzare ReImagine nasce dal desiderio di raccontare, attraverso sentimenti reali e autentici, coloro che dedicano la propria vita alla ricerca e che offrono al genere umano una seconda opportunità – dice lo sceneggiatore Giulio MastromauroLa storia ricostruisce un mondo reale ma accarezza il sentimento della favola che si misura con la temporalità, col suo scorrere inevitabile che allontana il passato e scolorisce i tratti delle persone scomparse”.

Quando Novartis ci ha contattati avevano le idee molto chiare – racconta Manuela Cacciamani, fondatrice di One More Pictures –  il loro obiettivo è quello di arrivare nel cuore e nelle case dei cittadini e di sensibilizzare su alcuni temi“.

Se dovessi riassumere con tre termini il motivo per il quale abbiamo voluto iniziare questa produzione di un cortometraggio direi tre parole: fiducia, orgoglio e cultura dell’innovazione – rivela il dottor Pasquale Frega, Country President di Novartis Italia e AD di Novartis Farma – questo cortometraggio vuole essere un primo passo per cambiare il linguaggio di comunicazione e portare in modo ancora più forte nelle case di tutti gli italiani il concetto dell’importanza della ricerca, perchè il mondo della ricerca e l’opinione pubblica tornino a parlarsi senza pregiudizi“.

Ed ecco cosa hanno detto i protagnisti di ReImagine nel nostro videoincontro con Rocio Munoz Morales, Brenno Placido, Clizia Fornasier, Lorenzo Lavia:

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