Primavera, tra musica e libertà. Videoincontro con Tecla Insolia, Michele Riondino, Damiano Michieletto

di Patrizia Simonetti

E se alcune delle opere più celebri di Vivaldi, come le Quattro Stagioni con le quali tramutò in musica i suoni e i rumori della natura, fossero state ispirate da un’orfana che amava così tanto suonare il suo violino da rinunciare a tutto il resto? Questo quanto lascia intendere Primavera, esordio alla regia cinematografica di Damiano Michieletto, tra i più originali registi di opera lirica, apprezzato in Italia e nel mondo.

Liberamente tratto dal romanzo Stabat Mater di Tiziano Scarpa, Primavera racconta di Cecilia, una delle ragazze senza famiglia cresciuta nel 1700 tra le suore dell’Ospedale della Pietà, il più grande orfanotrofio di Venezia, struttura che, se aveva un pregio, era quello di individuare le giovani più dotate per insegnare loro a suonare uno strumento. Cecilia è tra le migliori, suona il violino, e non ha alcuna intenzione di sposare l’uomo cui è già destinata, perché, secondo le regole del luogo e del tempo, dovrebbe smettere di suonarlo per sempre.

Cecilia è a suo modo felice quando può esibirsi con le sue compagne per regnanti e intellettuali di tutta Europa, anche se dietro una grata o con una maschera, così che nessuno potesse vedere i volti delle artiste. Poi, un giorno, arriva il nuovo insegnante di violino, un prete, ma anche un uomo illuminato, malato, creativo che le fece comprendere il suo grande valore e le diede il coraggio di scegliere cosa fare della sua vita: Antonio Vivaldi. Interpretati da Tecla Insolia e da Michele Riondino che in Primavera ci regalano ancora interpretazioni sentite e appassionate, Cecilia e Vivaldi sfioreranno anche l’amore, ma “ciò che nasce tra loro è un’intuizione artistica – ci racconta Michele Riondinoche Vivaldi ha già in mente e che non riuscirà a sviluppare se non grazie alle orfane e soprattutto a Cecilia”.

Cecilia non sa nulla di sé, scrive di nascosto ad una madre che non ha mai conosciuto accusandola di averla abbandonata e destinata ad una vita di solitudine. Vorrebbe trovarla, prima o poi, per abbracciarla, certo, ma anche per riversarle contro tutta la rabbia dei suoi vent’anni. A salvarla sarà solo la musica: conoscerà l’uomo che dovrebbe sposare, un uomo apparentemente colto e generoso, ma che come ogni uomo che non accetta un no, mostra con lei tutto il suo cinismo e la sua violenza.

Cecilia però  si salverà, grazie alla musica, e sceglierà una libertà che sarà dura da preservare, difficile e pericolosa. E se ne avrà il coraggio, sarà grazie alla musica, al suo violino e a Vivaldi. Il racconto è toccante e commovente, le atmosfere suggestive e le musiche sono pietre preziose che arricchiscono il film. “Quello tra Cecilia e Vivaldi è un incontro di anime – sottolinea Tecla Insolia tra due persone che nella vita hanno avuto il privilegio di imparare ad esprimersi, a scrivere la musica e a suonarla”.

“Primavera racconta dell’incontro e del risveglio di due anime dopo un lungo inverno – spiega il regista – quella della giovane e talentuosa violinista Cecilia, orfana in cerca di una propria identità, e quella di Antonio Vivaldi, un uomo travolto dal proprio furore creativo, ma anche infragilito dal bisogno costante di veder riconosciuto il proprio talento. La musica crea, dà forma all’immaginazione, concede fama, e questo è ciò che Vivaldi insegue, ma a Cecilia non basterà. Non le basterà immaginare il mondo attraverso la musica. Lei sceglierà di cercare la libertà oltre le mura che la separano dal mondo”.

Primavera arriva al cinema il giorno di Natale con Warner Bros e con un cast arricchito da Andrea Pennacchi, Fabrizia Sacchi, Stefano Accorsi, Valentina Bellè e Hildegard De Stefano, giovane violinista affermata e attrice,  già vista ne La compagnia del cigno, qui nel ruolo di un’altra orfana musicista molto dotata e amica di Cecilia. Il nostro videoincontro con Tecla Insolia, Michele Riondino, Damiano Michieletto: 




(Foto di Kimberley Ross, Andrea Pirrello, Elio Di Pace)