Premio Colasanti Lopez: videointervista alla madrina Lidia Vitale

Presentata oggi allo spazio Lazio Terra di Cinema nell’ambito della Festa del Cinema di Roma, la nuova edizione del Premio Colasanti Lopez istituito in memoria delle due vittime del massacro del Circeo del 1975, Donatella Colasanti, unica sopravvissuta, e Rosaria Lopez, ad opera della Regione Lazio in collaborazione con la IX Commissione Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio, e curato dall’Ufficio cinema Progetto ABC Lazio. Il Premio Colasanti Lopez, nato nel 2019, è rivolto alle ragazze e ai ragazzi delle Scuole secondarie del Lazio al fine di stimolare la riflessione delle giovani generazioni sul tema della violenza di genere, e incoraggiando la produzione creativa e il protagonismo delle studentesse e degli studenti tramite elaborati scritti (racconti, poesie, saggi), materiale audiovisivo (videoclip, spot, cortometraggi), creazioni artistiche (disegni, dipinti, fotografie, fumetti) e prodotti musicali di qualsiasi genere  (rap, rock, pop, classica). Per i progetti vincitori, un voucher da 5mila euro per l’acquisto di materiale scolastico a supporto della didattica.

Un orgoglio la presentazione della nuova edizione del premio dedicato a Donatella Colasanti e Rosaria Lopez – ha detto nel corso dell’evento Eleonora Mattia, Presidente della IX Commissione Pari opportunità del Consiglio regionale del Lazio – Da cinque anni, grazie ad un emendamento alla legge di bilancio che mi vede prima firmataria, la Regione Lazio ha deciso di investire su questo tema e di farlo con i ragazzi e le ragazze per riaffermare il ruolo della scuola nella sfida, che è prima di tutto culturale, contro quei pregiudizi e quel modello di pensiero che colpevolizza la donna e permette, nel silenzio generale, che la violenza si diffonda ed entri nelle nostre vite, fino agli esiti più tragici. Abbiamo deciso di portare questa terribile storia in tutte le scuole del Lazio perché vogliamo tenere viva la memoria, il ricordo di Donatella e Rosaria e del loro grande sacrificio. Solo, infatti, grazie alla battaglia processuale di Donatella che la violenza sessuale non è più un reato contro la morale, ma contro la persona. Donatella, che si finse morta, è l’icona della sopravvissuta. Loro sono la storia. Una storia che purtroppo si ripete ogni qualvolta siamo obbligate a sentire frasi del tipo ‘Se l’è cercata’, ‘Come era vestita?’. Una storia che non ci stancheremo mai di cancellare e riscrivere nel modo giusto, ripetendo fino allo sfinimento che lo stupro ha un solo colpevole e una sola causa: lo stupratore”.

 

Alla conferenza di presentazione, moderata dalla giornalista Roberta Serdoz, c’era anche Lidia Vitale, madrina del Premio Colasanti Lopez, che ha letto l’arringa di Tina Lagostena Bassi del famoso Processo per stupro (1979), il primo dibattimento ripreso dal vivo dalle telecamere Rai. Presenti anche il fratello di Donatella, Roberto Colasanti, la sorella di Rosaria, Letizia Lopez, e alcuni rappresentanti delle scuole vincitrici della scorsa edizione. Tra questi si è esibita sul palco Gaia Bitocchi (Liceo Democrito di Roma), vincitrice della ategoria canzone nell’edizione 2021 del Premio con Briciola. La nostra videointervista a Lidia Vitale: