Paul Bettany presenta VisionQuest alla Festa del Cinema: Visione deve accettare sé stesso (videoincontro)

di Patrizia Simonetti

“Direi questa, perché penso che riguardi decisamente un uomo che deve accettare ciò che gli è accaduto e chi è… un robot”. Paul Bettany risponde così alla nostra domanda durante la conferenza stampa alla Festa del Cinema di Roma di VisionQuest, la nuova serie Marvel Studios appena approdata su Disney Plus che lo vede di nuovo nel ruolo di Visione, ma in una terza versione di sé stesso.  La nostra domanda era semplicemente: quale preferisci, dal punto di vista artistico e personale, delle tre versioni di Visione che hai interpretato finora?

“Mi sono divertito con tutte loro – aggiunge Paul Bettany – Quando Visione nasce, è una sorta di onnipotente ingenuo, e questo è divertente da immaginare e da interpretare. E poi si innamora e muore, e viene riportato in vita, e poi muore immediatamente, ed è tutto molto divertente. Ma in WandaVision, Lizzy, Elizabeth Olsen, e io, abbiamo trovato un luogo in cui nuotare, che era interamente nostro in questo grande universo. E avevamo una corsia che riguardava il romanticismo. Poi è diventato molto speciale per noi realizzare il tutto, fare un’intera serie su questo, sul dolore e sulla perdita dell’amore. Questa versione di Visione, che ha i suoi ricordi, ma non ha alcuna capacità di provare emozioni legate a essi, è in uno stato di negazione”.

“E per me riguarda molto l’identità – continua Paul Bettany – E penso che quello che ho capito è che Visione abbia un patto con il suo pubblico, con questi giovani che si trovano in uno stato di cambiamento. Visione deve essere sempre in uno stato di cambiamento, perché questo è l’accordo che ha fatto con quei ragazzi e quei giovani. E anche loro sono impegnati nel processo di cambiamento, e ora c’è una vertiginosa varietà di scelte che devono fare, ed è urgente, è una questione urgente. Quindi per me questa serie, in un senso molto ampio e alla maniera della Marvel, riguarda l’accettazione di chi sei e di ciò che ti è accaduto. E ci sono molte persone nel mondo che non vanno al cinema d’essai, e riuscire a parlare a loro in un modo che li emozioni è importante quanto qualsiasi altra cosa”.

Insieme a Bettany c’era anche Ruaridh Mollica, il giovane attore italo britannico al suo esordio in una serie Marvel, nel ruolo del figlio di Visione. “E’ stata un’esperienza incredibile – racconta – io sono cresciuto con la Marvel e sono molto felice. Il mio primo giorno sul set è stato sorprendente… E Paul mi ha consigliato di non pensare a lui, Visione, come un robot, ma alle emozioni e ai sentimenti che ci sono dietro…”

E sulle battute in italiano tra loro in una scena di VisionQuest, Paul Bettany ha rivelato: “mia moglie (Jennifer Connelly) parla bene l’italiano perché ha girato due film in Italia quando era piccola e noi veniamo spesso in Italia, bellissima, credo che Dio, ammesso che esista, abbia impiegato 5 giorni per creare l’Italia, e poi in tutta fretta abbia fatto il resto…  Ma io no e l’idea era quella di farmi doppiare in italiano da qualcuno con una voce molto profonda, ma il regista non ha voluto, così ha lasciato le mie battute con la mia voce, così come sono”.  Tutto il resto, nel nostro videoincontro con Paul Bettany e Ruaridh Mollica:




Le Foto sono di Angelo Costanzo