Parole che restano: su Sky Arte i libri preferiti di artisti, imprenditori, registi e scrittori che li raccontano a Stefano Accorsi

È un periodo in cui Lo cunto de li cunti, overo lo trattenemiento de peccerille scritto nel 1634 da Giambattista Basile, che però si firma con l’anagramma Gian Alesio Abbattutis, sta tornando di moda. Matteo Garrone lo ha scelto per il suo primo film fantasy, Il racconto dei racconti, con cui va anche a Cannes, ma lo ha scelto anche Mimmo Paladino, pittore, scultore, incisore, scenografo e regista, campano pure lui, come il libro più significativo della sua vita. Strano, potrebbe sembrare, che un artista a tutto tondo, maestro d’avanguardia, possa restare affascinato da una raccolta di favole, seppure la prima che ha messo in forma scritta quelle storie fantastiche tramandate negli anni oralmente, che poi ispireranno i favolisti più celebri, come Il Gatto con gli Stivali o Cenerentola, un’antologia fantastica in stile Decamerone che Basile recitava ad un élite di corte durante gli spettacoli che lui stesso organizzava. Eppure è così e lo racconta lui stesso in Parole che restano, nuova serie di Sky Arte al via stasera, lunedì 11 maggio, alle 21.10, padrone di casa qualcuno che a Sky è ormai davvero di casa, Stefano Accorsi, che ne è anche coproduttore con la sua Stephen Greep assieme alla compagnia Nuovo Teatro di cui fa parte, al Teatro della Pergola, e alla stessa Sky Arte a consolidare quella collaborazione con Sky saldata dal successo della serie 1992, nata, appunto, da una sua idea, e pure coideatore assieme a Marco Balsamo e a Marco Giorgetti, direttore generale Fondazione Teatro della Pergola.

Eccolo quindi, Stefano Accorsi, nello studio dell’artista, nella sua tenuta a Paduli, in provincia di Benevento, tra un dipinto e una statua, un disegno e l’Ulisse di Joyce, ad ascoltarlo raccontare delle avanguardie e degli anni ottanta e che “quando la cultura si abbassa, Basile mi viene in mente come qualcuno che abbia fatto un lavoro letterario in quello che era una fabulistica popolare” perché “un pittore – continua Paladino – non legge da lettore ma da rabdomante, cerca i suoi pezzi di suggestione un po’ ovunque e Basile ha saputo leggere questa necessità dell’uomo di fantasticare”.

Nove i personaggi che in altrettante puntate raccontano il loro incontro fatale con le pagine di un libro. Dopo Paladino, c’è Oscar Farinetti, imprenditore piemontese e fondatore di Eataly da cui si è appena “autorottamato”, per usare il suo stesso termine, che racconta perché per lui è così importante La malora di Beppe Fenoglio, poi tocca a Giulia Maria Crespi, imprenditrice lombarda cofondatrice e presidente onorario del Fai, parlare de Il cantico delle creature di San Francesco, e al regista Paolo Virzì che ha scelto Pinocchio di Collodi, poi arriveranno pure Paolo Fresu, Andrea Camilleri, Mario Martone, Ferruccio De Bortoli e Carmen Consoli con i loro libri preferiti.

E il libro preferito di Accorsi? “La coscienza di Zeno di Italo Svevo – risponde l’attore bolognese – che mi ha fatto capire anche delle cose su di me, anche se ora sto leggendo Todo modo di Leonardo Sciascia”.