Pandora’s PlayHouse, fuori il nuovo album di Sananda Maitreya

Newyorkese, classe 1962, un tempo era conosciuto come Terence Trent D’Arby o T.T. D’Arby, ma non ama più essere chiamato così né sentire quel nome. Per cui dimenticate pezzi come Sign your name (che suona un po’ ironico data la situazione), Dance little Sister e pure Delicate che ci hanno accompagnato nello scavalcare dagli anni Ottanta ai Novanta e godetevi la nuova musica di Sananda Maitreya che esce oggi, lunedì 15 marzo, giorno del suo compleanno, con il suo dodicesimo album in studio, Pandora’s PlayHouse, un doppio  pubblicato da TreeHouse Publishing e interamente scritto, prodotto, suonato e arrangiato da Sananda stesso, a parte tre collaborazioni che sono quelle con gli amici e colleghi Irene Grandi in Time Is On My Side, la band Australiana The Avalanches & Vashti Bunyan in Reflecting Light e Antonio Faraò in Pandora’s Plight.

Il disco è stato preceduto dal singolo In America in cui Sananda Maitreya ha voluto raccontare il suo punto di vista nei confronti del suo paese: “L’America appare in modo molto negativo – ci spiega in conferenza stampa – tra i motivi principali c’è il razzismo e il modo in cui viene gestito, impedisce a una comunità di evolversi grazie alla meritocrazia, perchè ogni comunità ha il diritto di accogliere le persone che vengono da fuori, e tutte le culture devono crescere e poter progredire in un’atmosfera amichevole. Seppure fosse possibile, guarire l’America dal razzismo sarebbe molto difficile. Ora sono in Italia e ho imparato ad accettare l’America per com’è, anche perché non sono più costretto a viverla“.

Pandora’s PlayHouse mescola rock, psichedelia, soul e R&B e molto altro, in ben 28 tracce ispirate al mito greco di Pandora, la prima donna mortale, ma anche il viaggio personale Sananda Maitreya e del suo cambiamento dovuto per lo più a un sogno, e quindi in qualche modo mitologico anch’esso, nel corso del quale parla di amore, natura, vita e morte. La mitologia che lo ha ispirato lo ha aiutato e lo sta aiutando a superare questo periodo: “l’urgenza ti deriva sempre dall’essere impegnato nel voler creare – dice – e quando cominci un progetto, quel progetto ha uno spirito, e quando collabori con uno spirito, è da lui che ricevi la tua energia. Io mi ritengo onorato e fortunato di poter collaborare con lo spirito di Pandora per questo mio progetto, spirito che incarna lo spirito della luna e il lato femminile della terra“. Questo progetto era dedicato al cervello sinistro, qualificato nella percezione analitica della realtà, che penso sia analogo al cervello femminile, il modo stesso in cui l’ho interpretato ai fini di questa presentazione è che rappresenta lo spirito della donna. Pandora infatti è stata creata come compagna per l’edificazione e la sicurezza di Prometeo, ma è poi cresciuta fino a capire chi era e grazie alla sua unicità, nel tempo è diventata per le donne della terra un ponte tra la terra e il cielo“.

Ecco dunque battaglie mitologiche tra i sessi nelle tracce gemelle The Queens Of Babylon & The Kings Of Avalon, o Mr Skeleton sulla pandemia che ci costringe tutti ad avere a che fare con la morte, One Horse Town ancora sull’America. E poi l’amore negato di una madre verso il figlio, metafora delle lotte contemporanee della società in Mama’s Boy Blues, e l’amore salvifico, quello per la famiglia o per la propria donna, in Her Kiss, ma anche ballate gioiose e scanzonate come Don’t Break My Balls e Yuki Suzuki, inno al Giappone e alla sua cultura fluida; A Cool Breeze sul potere della trasformazione personale come in Reflecting Light e nella psichedelica Pie.

Come ogni artista, anche Sananda Maitreya soffre la lontanaza dai palchi e spera di poterci tornare quest’estate a presentare questo disco al quale “emotivamente sono molto legato – rivela – lo sento molto mio e spero che anche chi lo ascolterà potrà trarne la stessa energia di quando l’ho registrato. Ci ho incanalato tutta l’energia che arrivava da fuori legata a eventi negativi, trasformandola in emozione e forza, ecco perchè rispecchia lo spirito del tempo“.