Orchestra elettronica: 5 strumenti elettrofoni usati nel mondo della musica

La musica è un universo che non si ferma mai, in continua evoluzione, pronto a captare nuove influenze e ad allargare i propri orizzonti. La nascita di nuovi strumenti e sonorità finora inesplorate testimonia il fervido fermento che ancora caratterizza il mondo delle sette note. Gli elettrofoni sono sicuramente una delle espressioni più recenti della creatività della musica: vediamo insieme quelli più usati.

Cos’è un elettrofono?

Li avrete visti e ascoltati mille volte, ma probabilmente non sapevate che si chiamassero così: gli elettrofoni sono tutti quegli strumenti che producono un suono attraverso la corrente elettrica. L’universo degli elettrofoni è piuttosto vasto: alcuni potranno ricordare gli strumenti tradizionali – come la chitarra elettrica – mentre altri sono apparsi invece come un’assoluta novità – pensiamo, per esempio, al sintetizzatore.
La storia degli elettrofoni rispecchia questa varietà: il primo che fece la sua comparsa è stato inventato nel 1906 da Thaddeus Cahill, e pesava addirittura 200 tonnellate. Da quel momento, il mondo degli elettrofoni ne ha fatta di strada, passando per lo sviluppo dei sintetizzatori digitali negli anni ’70 e ’80 e, infine, all’uso del computer per fare musica.
Oggi, anche grazie all’exploit della musica elettronica, sono molto in voga e utilizzatissimi da musicisti e compositori. Ovviamente non esigono meno studio e pratica degli strumenti tradizionali, anzi, posseggono del potenziale e delle sonorità che possono essere esplorate completamente soltanto attraverso la pratica costante e l’esercizio. Tuttavia, come si può immaginare, a differenza degli strumenti tradizionali gli elettrofoni hanno lo svantaggio di consumare parecchia energia: sarà dunque una buona idea, prima di cimentarsi con lo studio di uno di questi strumenti, scegliere un fornitore di energia elettrica competitivo tra quelli presenti sul mercato, per riuscire a risparmiare senza sacrificare preziose ore di pratica. Fortunatamente, però, questi strumenti richiedono meno manutenzione rispetto a quelli tradizionali e sono anche più resistenti.

Ed ecco 5 elettrofoni da scoprire

  • Batteria elettrica: Si tratta di uno strumento a percussione analoga all’omonima acustica, con la differenza che i tamburi e i piatti, in questo caso, sono sostituiti da pad in gomma. Questi, provvisti di sensori elettronici (trigger), quando colpiti inviano un impulso a un processore elettronico in grado di produrre il suono campionato degli strumenti attraverso un sintetizzator
  • Chitarra elettrica: Cordofono elettrofono inventato nel 1931 da Adolph Rickenbacker, prodotta per la prima volta dalla Gibson. Le dimensioni e il materiale possono variare, ma generalmente il suo suono caratteristico è preferito in contesti musicali più modern
  • Tastiera elettrica: Usatissima nella musica leggera, la tastiera elettrica è nata nel 1935. Si tratta di uno dei strumenti più versatili, in quanto in grado di riprodurre tutti i timbri strumentali esistenti. I materiali possono essere vari, ma si utilizza soprattutto legno, avorio e plastica.
  • Campionatore: Questo strumento musicale si utilizza per i “campioni audio” – registrazioni digitali di strumenti musicali acustici – che è in grado di riprodurre a differenti tonalità.
  • Sintetizzatore: Ideato negli anni ’30 da Moog, il sintetizzatore produce per sintesi sonora suoni molto simili a quelli di altri strumenti. Oggi sono fontamentali per l’attività negli studi di registrazione e nei liv