Oasis: Don’t Look Back In Anger è un’emozione forte, non devi per forza dimenticare ma lasciar andare

di Patrizia Simonetti

Quando due fratelli fanno pace e si ritrovano dopo anni a comprendersi o, quanto meno, a rinunciare a farlo pur di riallacciare rapporti e vite, è già un piccolo grande evento. Se poi i fratelli si chiamano Liam e Noel Gallagher l’evento diventa mondiale ed esplode come una bomba che non fa danni, ma inonda di felicità smodata il grande universo Oasis. Un’esplosione di gioia incontenibile quella dei fan della band più famosa al mondo, diventata un film. Perché Oasis: Don’t Look Back In Anger è questo che racconta: non una semplice reunion, ma una riconciliazione che sa di sacro per i milioni di fan sparsi in tutto il mondo che nelle loro canzoni avevano trovato un po’ di sé stessi e delle loro vite.

La parte più interessante e toccante di Oasis: Don’t Look Back In Anger è esattamente quella dedicata a loro e alla potenza della musica: alla ragazza che racconta che gli Oasis non ti aiutano a non cadere, ma cadono con te e poi tu puoi rialzarti con loro; o alla madre di un bambino che ha ripreso a parlare dopo averli visti dal vivo; o a chi confida al mondo che quella raccontata in quel pezzo degli Oasis è esattamente la sua storia. Tutti si sentono salvati e lo gridano forte sotto al palco, si abbracciano, si baciano, si divertono. E loro, Liam e Noel, si godono tutto questo, ne restano incantati, l’impatto emotivo è forte e palese anche su di loro e pervade tutto il documentario.

Sono persone intercettate durante le numerose date di Oasis Live ’25, l’imponente tour di reunion di Liam e Noel Gallagher, dal quale parte Oasis: Don’t Look Back In Anger: dalla sua preparazione, dalle prove, spesso saltate da Liam, dal backstage e dalle prime interviste che li vede di nuovo insieme dopo tanto tempo, dal concerto d’esordio del 4 luglio 2025 al Principality Stadium di Cardiff, in Galles, a 15 anni dall’ultimo.

E poi il Canada, gli Stati Uniti, il Messico, l’Australia, e infine il Brasile. Loro sono sono cambiati, Liam fa Liam, Noel fa Noel. Sono solo cresciuti e in grado di non considerare tutto ciò che li ha costretti alla lunga separazione e all’abbandono di tutte quelle persone che credevano e si aggrappavano a loro e alla loro musica. Don’t Look Back In Anger, ovvero Non guardarti indietro con rabbia, diventa un mantra: non devi per forza dimenticare, ma lasciar andare. Il tempo lascia i suoi segni, ma a volte compie anche miracoli come questo. 

Dopo l’anteprima a Venezia 83 accompagnata dagli Oasis in persona, Don’t Look Back In Anger, prodotto da Magna Studios e Sony Music Vision, ideato dallo sceneggiatore, produttore e regista Steven Knight e diretto da Dylan Southern e Will Lovelace, arriva nelle sale cinematografiche italiane il 10 settembre (e anche in alcune sale IMAX® in tutto il mondo), per poi sbarcare in streaming in esclusiva su Disney+. Gli Oasis dovrebbero tornare in Italia per due concerti a lunglio 2027, forse all’Olimpico di Roma.