Non è magia, è metodo: il fascino della skincare coreana spiegato bene

di Redazione

Fino a qualche tempo fa sembrava solo l’ennesimo trend beauty di cui ci si sarebbe stancati presto e, invece, la sempre più massiccia presenza nelle profumerie, nei negozi di cosmetica e persino nei supermercati di marche coreane e cosmetici ispirati alle tradizioni millenarie di cura della pelle della Corea del Sud è la prova che la skincare coreana è tutt’altro che una moda passeggera.

K-beauty: il rituale di bellezza amato dalle star

L’efficacia reale della K-beauty, e i risultati concreti che si possono ottenere cioè introducendone passaggi e principi attivi chiave nelle proprie routine di bellezza, ne spiegano il successo. Ci sono ragioni scientifiche insomma, al di là della volontà di non sottrarsi alla tendenza del momento, se personaggi come Gong Yoo, l’attore di Squid Game e tra i principali ambassador del momento della cosmetica maschile, hanno ammesso pubblicamente di essere fan della skincare coreana. Anche i BTS, uno dei gruppi di K-pop con più seguito internazionale, hanno rivelato nelle interviste di prendersi cura della propria pelle con prodotti, passaggi e metodi tradizionali della K-beauty. La tiktoker Jeon Somi si è mostrata più volte all’azione per ottenere l’iconica “glass skin”, ossia una pelle talmente liscia e lucida da dare l’impressione di riflettere la luce del sole, tra i risultati più ambiti della skincare coreana.

Skincare coreana: funziona grazie a metodo, costanza e ingredienti selezionati

La K-beauty funziona soprattutto perché non si pone obiettivi fissi, ma di volta in volta diversi a seconda di gusti, abitudini, tempo da dedicare alla beauty routine della persona e soprattutto esigenze specifiche della pelle. Per iniziare con la skincare coreana prodotti migliori e must have raccomandati dalle star si possono trovare insomma facilmente su siti come Pinalli.it, rifornitissimi, ma quello che serve più di tutto è dedicarsi del tempo per imparare a conoscere la propria pelle e tanta costanza. I numerosi passaggi, da sette a dieci, da compiere ogni giorno sono infatti tra gli aspetti più caratteristici della skincare coreana: sono simbolo della ritualità e del metodo che questo approccio punta a introdurre nella cura della pelle, ma non sono davvero tutti indispensabili. Ancora una volta l’essenziale è imparare a conoscere di cosa ha bisogno la propria cute. Certo è difficile che si possa fare a meno di una doppia detersione a base oleosa prima per rimuovere sporco, sebo, trucco e con attivi a base acquosa in un secondo momento per spazzar via sudore, polvere e impurità. Il layering, principio chiave della K-beauty, prevede però proprio che si possa procedere a strati nutrendo e idratando la pelle più o meno intensamente e più o meno in profondità a seconda delle specifiche necessità. Altri aspetti chiave della skincare coreana che ne assicurano l’efficacia sono il focus su principi attivi naturali: non va dimenticato del resto che, come accennato, la K-beauty ha origini molto antiche nel tempo. Bava di lumaca, centella asiatica, tè verde, ginseng, ingredienti vegetali fermentati sono alla base di molti cosmetici coreani che ne sfruttano le proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, riequilibranti, energizzanti rispettando la pelle, anche quella più delicata. Naturalmente tra i prodotti della K-beauty non ne mancano con formulazioni innovative (a base di ceramidi): altra garanzia dell’efficacia della skincare coreana è, del resto, l’attenzione costante per la ricerca che hanno i brand del settore.